OSA

Ordine di Sant' Agostino

"Anima una et cor unum in Deum!" (Regula)

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Pensiero di Sant'Agostino
Non ti accorgi che hai perso quello che non hai donato?
(En. in ps. 36, 3, 8)
Preferisci alla tua la volontà di Dio; impara ad amarti non amando te stesso.
(Serm. 2)
Chi ama veramente la pace ama anche i nemici della pace.
(Serm. 357, 1)
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Dall` Ordine

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Il prossimo Incontro Giovanile Agostiniano si terrà a David e Tolé (Panamá) tra il 15 e il 20 gennaio 2019. Avrà come tema: "Il Cielo e la Terra proclamano la tua gloria, Signore!" tratto dalle Confessioni 10, 6.2. I membri della Commissione Internazionale della Pastorale Giovanile dell'Ordine ne hanno trattato durante la loro ultima riunione a Panama. Altre informazioni pertinenti saranno comunicate prossimamente.

Nei giorni 13, 14 e 15 ottobre si è svolta presso il Colegio Mayor Mendel di Madrid l'incontro del Priore Generale con gli Agostiniani giovani della OSAFEP residenti in Spagna e Portogallo. Hanno partecipato 23 agostiniani.

L'incontro è stato molto cordiale, in un'atmosfera fraterna, orientata da uno slancio di rinnovamento e creatività. Sono stati trattati tre temi: la creazione della nuova provincia in Spagna, come fusione delle quattro attuali; la pastorale vocazionale; gli Agostiniani in Europa. Il ricco dialogo (in gruppi e in assemblea) si è concretizzato poi in numerose proposte.

Si sono curati anche momenti di preghiera. Le Eucaristie sono state presiedute dal P. Alejandro Moral, Priore Generale, e dal P. Luis Marín, Assistente Generale.

Dal 18 al 28 settembre si è riunito il Consiglio Generale dell'Ordine, presieduto dal Priore Generale, P. Alejandro Moral Antón.

Si sono trattati, tra gli altri, i seguenti temi.

Capitoli: Sono stati approvati gli atti capitolari e le nomine realizzati nei Capitoli ordinari delle Provincie di Inghilterra-Scozia, Messico, Colombia, Irlanda, Castiglia e Brasile e del Vicariato di Vienna. Sono state approvate le date di inizio e i luoghi di celebrazione dei seguenti Capitoli Ordinari: Provincia di Olanda (30 ottobre 2017 a Helvoirt, Bezinningscentrum); Provincia di Cebú (19 febbraio 2018 al Santo Niño Spirituality Center, Consolación, Cebú); Provincia di Spagna (il 24 marzo al Monasterio de Santa María de la Vid, Burgos); Provincia di Malta (prima parte il 4 aprile e la seconda parte il 23 aprile, al convento di San Marcos Evangelista, Rabat); Provincia di Villanova (10 giugno al Connelly Center, Villanova University); Provincia di Australia (2 luglio a Saint Augustine’s College, Brookvale); Provincia Madritense (9 luglio al Colegio San Agustín, Salamanca); Provincia delle Filippine (16 luglio al Real Colegio Seminario de Valladolid); Vicariato delle Antille (10 ottobre 2017 al Seminario de Bayamon, Puerto Rico; successivamente si è approvato il trasferimento presso la Repubblica Dominicana, a causa dei danni degli uragani). Capitolo Intermedio della Provincia del Cile (2 ottobre 2017, al Convento de Nuestra Señora de Gracia, Santiago).

Regime sospeso: Approvazione della sospensione del regime ordinario della Provincia di Inghilterra-Scozia. Conservando il nome ufficiale, la Provincia sarà retta come un Vicariato sotto la Provincia di Irlanda.

Abbandoni: Sono state considerate diverse richieste di dimissioni, extraclaustrazioni e dispense dagli obblighi sacerdotali, così come altri casi riguardanti le persone.

Nomine: Angelo Lemme come direttore del prenoviziato a Brno; Nestor Bandalan come economo della comunità della Sacristia Pontificia; Donald F. Reilly come membro della Commissione Economica Internazionale.

Case: Il Consejo General è stato informato dell'abolizione delle seguenti case: una casa a Dar Es Salaam (Delegazione di Tanzania); la parrocchia Nuestra Señora de Guadalupe, Valencia (Vicariato del Venezuela); la parrocchia Nuestra Madre del Buen Consejo, León e la casa residenza San Juan de Sahagún, Madrid (Provincia di Castiglia). Erezione di una nuova casa a Virak Filipinas (Vicariato di Oriente) e di un'altra in Costa Rica (Vicariato di Panamá).

Monache: C'è stato un dialogo su alcuni argomenti relativi a diversi conventi di monache agostiniane.

Decisioni del Capitolo Intermedio 2016: Si è dialogato in modo ampio sullo sviluppo e l'attuazione delle decisioni approvate nel Capitolo Generale Intermedio tenutosi ad Abuja, Nigeria, nel settembre 2016.

Incontro dei Superiori Maggiori neo-eletti: Il Consiglio Generale ha incontrato e dialogato con i Superiori Maggiori eletti: Andrés Rivera (Provincia di Cebù), Wilson Posligua (Provincia di Quito), Vicente Valenzuela (Vicariato di Apurimac) e Matthias Schlögl (Vicariato di Vienna).

Temi economici: Vari temi sono stati presentati all'Economo Generale: bilanci per le opere di manutenzione, nuovi contratti, borse di studio per gli studenti di Santa Monica, altri temi economici.

Comunicazioni: Dialogo con il P. Michele Falcone sulle comunicazioni dell'Ordine e sul modo di potenziarle. Si proseguirà il dialogo a novembre.

Informazioni:

* Luis Marín: Capitolo Provinciale di Castiglia; temi della Provincia italiana e della Provincia di Malta; informazioni sulla Federazione Spagnola; prossimo corso in lingua inglese organizzato dall'Istituto di Spiritualità Agostiniana; conclusione del programma di rinnovamento per il monastero di Lecceto; informazioni sulle attività in Ecuador (formazione permanente) e Perù (ritiro); temi riguardanti l'Archivio Generale.

* Joseph Farrell: Temi delle Case Generalizie; visita in Nigeria; Congresso presso la Villanova University, USA per gli educatori dell'Ordine, assieme al P. Franz Klein; opere e progetti della Commissione per la Formazione Iniziale; visita canonica alla Provincia di Villanova; temi in riferimento ai monasteri di monache di Nuova Scozia, Canada e L'Aquila, Italia.

* Franz Klein: Capitoli Ordinari della Provincia di Irlanda e del Vicariato di Viena; Capitolo Intermedio della Provincia di Germania; riunione della Organizzazione degli Agostiniani di Europa (OAE), assieme al P. Luis Marín, a Praga; soppressione della comunità di San Patrizio, di Roma; vari inviti rivolti dal Dr. Hans -Albert Courtial.

* Patricio Villalba: Capitoli Ordinari delle Provincie di México e Colombia; visita canonica alla Delegazione di Centroamerica; visita al Vicariato di Bolivia; discussione dell'accordo tra la Provincia del Cile e il Vicariato di Bolivia; riunione dei Superiori Maggiori con i novizi nel Noviziato di Lima; Congresso delle Fraternità Agostiniane Latinoamericane, in Colombia, assieme al P. Luis Marín; calendario del processo di unione dei Vicariati del Perù e informazioni sugli statuti.

* Edward Daleng: Temi della Provincia di Nigeria e di altre circoscrizioni dell'Africa; incontro a San Gimignano organizzato dalla Commissione per la Evangelizzazione, assieme al P. Anthony Banks; Camino de Santiago con un gruppo di giovani; riunione a Panamá per preparare il World Youth Day del gennaio 2019 e la partecipazione degli agostiniani.

* Anthony Banks: Temi delle circoscrizioni di Corea, Giappone y Papúa Occidentale e della regione Asia-Pacífico; riunioni di OSAAP e APAC; riunione con il P. Robert Dueweke, representante di ONG e ONU; riunione della Commissione per le Vocazioni, in Chicago, assieme al P. Edwad Daleng; riunione della Commissione di Giustizia e Pace, a New York; stato dei lavori sulla redazione del documento sulla povertà, chiesto dal Capitolo Generale Intermedio.

* Alejandro Moral: informazioni sulla lettera che sarà inviata all'Ordine in occasione dei 500 anni della Riforma Luterana; informazioni sul prossimo Congresso "Lutero e la Riforma: Sant'Agostino e l'Ordine Agostiniano", che si terrà a Roma dal 9 all'11 novembre 2017.

Prossima riunione del Consiglio: dal 5 al 18 novembre 2017 a Roma.

LETTERA AI FRATELLI E SORELLE DELL'ORDINE
IN OCCASIONE DEI 500 ANNI
DELL'INIZIO DELLA RIFORMA LUTERANA

Carissimi fratelli e sorelle:

In un modo che può sembrare un po' riduttivo, si è voluto fissare l'inizio della Riforma nell'esposizione pubblica che Martin Lutero fece a Wittenberg delle sue 95 tesi sulle indulgenze, il 31 ottobre 1517. Ad ogni modo, non c'è dubbio che Lutero originò una vera crisi religiosa che ha provocato una frattura nella cristianità occidentale e ha posto le basi non del secolarismo, bensì del processo di secolarizzazione e della nascita di una nuova Europa. Le tesi implicarono anche un cambio nel modo di comprendere sé stesso. Fu allora che cambiò il suo cognome, da Luder, passò col firmarsi Eleutherios (il libero) per un periodo e, infine, Luther (Lutero).

La sua forte personalità, ricca e suggestiva nei suoi contrasti, la nuova teologia che sviluppò, le conseguenze della rivoluzione che scatenò, fanno di lui una figura decisiva nella storia universale e del cristianesimo. Possiamo affermare che esiste un prima e un dopo Lutero.

Non possiamo dimenticare che Martin Lutero (1483-1546) era un agostiniano. Entrò nel nostro Ordine nel 1505 ed era membro della Congregazione di Osservanza di Sassonia. Appartenne alla comunità del convento di Erfurt prima e di Wittenberg dopo. Ricevette diversi incarichi di governo: vicepriore e reggente degli studi (1512-1515), poi vicario provinciale di Turingia e Meissen (1515-1518). Esercitò questi compiti con responsabilità e saggezza, prendendo decisioni quando erano necessarie, senza ignorare le difficoltà e cercando il bene comune. Fu un rinomato professore (il titolo a lui più caro era quello di dottore in Teologia) e accreditato predicatore, si mostrò disponibile per prestare i suoi servizi quando gli furono richiesti, come avvenne per quel che riguarda la questione interna (il conflitto tra gli osservanti e i conventuali) che portò al suo viaggio a Roma nel 1511-1512. Tutte le fonti evidenziano che fu un frate pio, compito e fervente. Fino al 1521 soleva firmare sempre "Martin Lutero, agostiniano" e usò l'abito fino al 1524, conservando fino alla sua morte molto del suo essere frate per quel che riguarda la pietà e lo stile.

È anche vero che Lutero non solo abbandonò l'Ordine, ma esecrò la vita religiosa con tutte le sue forze, respingendo le pratiche ascetiche e di pietà, la recita del breviario e altri obblighi, modificò radicalmente la teologia sacramentaria, condannò i voti e promosse l'abbandono e la fuga di massa dei consacrati. Il danno causato all'Ordine e alla vita religiosa in Germania fu enorme. Lutero fu un nostro confratello per un periodo e condivise il nostro carisma, ma lui stesso si pose fuori dall'Ordine con le sue opzioni, le sue iniziative e le sue decisioni.

L'Ordine di Sant'Agostino, al quale apparteneva Lutero, non ha motivo di celebrare i 500 anni dell'inizio della Riforma, ma certamente di commemorarli. E lo facciamo con serenità, mettendo in evidenza gli aspetti positivi che ne hanno avuto origine: la rivalutazione del singolo, una maggiore fiducia in Dio, la centralità della Scrittura, l'avvicinamento della liturgia al popolo, lo sviluppo del senso comunitario, la sana laicità, la necessità di una riforma intesa come ritorno all'essenziale. Cosa potrebbe imparare la Chiesa Cattolica dalla tradizione luterana? Papa Francesco risponde così: "Due parole mi vengono in mente: la Riforma e la Scrittura"[1]. Il gesto di rinnovamento per una Chiesa che è semper reformanda e la scelta fatta di mettere la Parola di Dio nelle mani del popolo. Dobbiamo anche imparare a evitare che ciò che dovrebbe essere un processo di riforma e rivitalizzazione di tutta la Chiesa degeneri in uno "stato" di separazione e rottura, e che l'avvicinamento alla Sacra Scrittura si risolva in soggettivismo. Per questo, secondo le parole del teologo luterano Wolfhart Pannenberg, "la divisione della Chiesa nel XVI secolo non può essere intesa come il successo della Riforma, ma solo come l’espressione del suo temporaneo fallimento; la Riforma mirava infatti al rinnovamento di tutta la Chiesa, in riferimento alla sua origine biblica” [2]. Inoltre, possiamo dire che lo scisma della Chiesa è un'espressione di fallimento per tutti i cristiani.

Oggi, nel ricordare la figura di Martin Lutero ci soffermiamo sull'uomo di profonde intuizioni religiose, sull'araldo e predicatore della parola divina, sulla sua ingegnosità e creatività, sulla sua straordinaria capacità di lavoro, sul modo in cui ha utilizzato la stampa e i progressi del tempo al servizio della comunicazione, sulla sua profonda pietà. "Siamo tutti mendicanti, hoc est verum", scrisse il 16 febbraio 1546, due giorni prima di morire[3]. Fu un cristiano sincero e un uomo di preghiera, un buon marito e padre di famiglia, un amico semplice e ospitale, una guida diligente delle persone che cercavano il suo consiglio. Di temperamento affettuoso ed espansivo, nonostante le preoccupazioni e le malattie che lo colpirono, fu un modello di virtù domestiche. Bisogna ricordare, inoltre, le sue lotte interiori contro le angosce e le tentazioni, la sua forma diretta di espressione, l'apertura dell'anima e il modo fiducioso di condividere la sua intimità con coloro che gli erano vicini, la sua sensibilità spirituale.

Ciò nonostante, non possiamo evitare di parlare di un altro aspetto poco lusinghiero: quello che fa riferimento alla sua intolleranza. Ostinato e inflessibile, passionale e veemente, Lutero utilizzava espressioni mordaci contro chi gli si opponeva, arrivando ad essere ingiurioso e grossolano. Spesso risultava vessatorio e offensivo, arrivando alla calunnia. L'eletto da Dio, il "profeta della fine dei tempi"[4], si considerava nella verità e, pertanto, rispondeva in termini aggressivi a qualsiasi disaccordo. Per lui non era possibile la ritrattazione perché non assumeva la possibilità di sbaglio o di errore. È significativa la sua fissazione verso la figura del papa, che si evolve dall'obbedienza reverenziale all'avversione e all'aborrimento, fino a sfociare in odio nei suoi ultimi anni. Sono veramente tristi ed esagerati i suoi insulti e le aggressioni alla Chiesa di Roma (papista, secondo la sua particolare terminologia). La lettura di quei testi ci riempie di dolore. Oggi, grazie a Dio, i tempi sono cambiati: non solo sono cordiali le relazioni tra luterani e cattolici, ma anche, sulla via dell'ecumenismo, si è arrivati a punti di incontro come la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della Giustificazione, firmata nel 1999, alla quale recentemente ha aderito la Comunione Mondiale delle Chiese Riformate.

Quanto al suo pensiero, risulta impossibile esporlo qui, neppure volendolo riassumere. Dirò solamente che Lutero manifestò la sua sfiducia nella ragione e il rifiuto della filosofia nella repulsione viscerale alla scolastica, all'aristotelismo, ai sistemi teologici eccessivamente strutturati, ai giochi dell'intelletto, alle classificazioni, ai sofismi alle sottigliezza delle scuole. Lutero sosteneva che tutto questo ci allontana dall'incontro con Cristo e ostacola la vera fede che si fonda sulla Scrittura, sulla parola. Dio non è un'ipotesi filosofica, ma ci si rivela e ci parla in Cristo. Per questo è necessaria una maggiore semplicità, abbandonare gli artifici per andare alla fonte e rendere possibile l'incontro. E richiede anche di avvicinare la Parola di Dio al popolo, facilitandone il contatto e l'assimilazione personale. Da queste basi possiamo comprendere che Lutero dedicò molto tempo e attenzione alla traduzione e all'esegesi della Sacra Scrittura e della predicazione. Egli mostrò un eccellente conoscenza della sua lingua nativa. La sua traduzione della Bibbia è di una importanza fondamentale, sia in senso pastorale che in senso filologico. Lutero ebbe un ruolo decisivo nella scelta lessicale e nello stile, nel quale si riflette la vivacità e la spontaneità della lingua parlata. È un innovatore della lingua, che dota di grande precisione e realismo, al punto di essere considerato determinante nell'unificazione della lingua tedesca e nel fissaggio del tedesco moderno. Riconosciuto predicatore, i suoi sermoni riscontrarono sempre un'enorme risonanza. Di stile semplice, concreto e didattico; molto pratico. Parlava con profonda convinzione, concentrato su quello che diceva, senza perdersi in gestualità o teatralità, ma utilizzando locuzioni popolari e modismi. Fu "l'ecclesiaste di Wittenberg"[5], il predicatore e il trasmettitore per eccellenza della Parola di Dio.

Un altro punto essenziale del suo pensiero, nella linea agostiniana, è la realtà della grazia riferita principalmente alla giustificazione. In questo mondo dove trionfa l'indifferenza, nel quale tante volte si vive come se Dio non esistesse, nel quale si riduce Dio a un concetto o a una regola, Lutero ci riporta al Dio rivelato in Cristo, che è Amore che si concretizza nell'Amore. Il centro della sua vita e la sua riflessione fu senza dubbio la questione di Dio. Tormentato fin dalla giovinezza dalla questione della salvezza, trovò tranquillità e gioia nel principio della giustificazione per la fede (Cfr Rm 1, 17). Pertanto, la giustizia di Dio non deve essere intesa in senso attivo o vendicativo (un Dio giusto che punisce i peccatori), ma in senso passivo o giustificativo (Dio che rende giusti e che ci dona la santificazione). Non sono le opere, per buone che siano, quelle che ottengono la salvezza, ma la fiducia in Cristo, l'unico Redentore, che ci si comunica per la fede. Solus Christus, soli Deo Gloria. Il Dio terribile si trasforma così nel Padre della misericordia e il Cristo giustiziere nell'unico Salvatore tramite la croce. Lutero sente l'incapacità dello sforzo umano senza la grazia ma radicalizza questa dottrina portandola all'estremo. Per lui è impossibile che l'essere umano possa collaborare attivamente alla propria salvezza, perché permane il peccato; solo che, per i meriti di Cristo, non ci viene imputato.

Sola Scriptura, sola gratia, sola fide. Le conseguenze della percezione luterana portarono alla negazione del libero arbitrio, all'innovazione dogmatica dei sacramenti, al rifiuto della Messa come sacrificio, alla negazione del sacerdozio ministeriale, alla demolizione del magistero e della gerarchia ecclesiastica, alla demonizzazione del papato. Ciò nonostante, Lutero si mostra sorprendentemente servile nei confronti dei principi protestanti e si manifesta come un appassionato difensore del legittimo ordine sociale e politico, anche a caro prezzo. La sua posizione nella Guerra dei Contadini (1524-1525) ci offre un buon esempio di questo e costituisce una delle caratteristiche più discusse del riformatore. Così come lo sono anche altri due aspetti, presenti in Lutero, che hanno gettato un'ombra nera sulla storia degli ultimi secoli: il nazionalismo e l'antisemitismo.

La figura di Lutero non è di facile interpretazione, ma è senza dubbio affascinante. È piena di contrasti che rendono difficile l'obiettività e l'equanimità, ma offre tratti enormemente innovativi ed è, senza dubbio, molto attuale. Nonostante i cinque secoli passati, continua a suscitare reazioni estreme: l'adesione o il rifiuto viscerale. E nel nostro ambito agostiniano, purtroppo, continua a rimanere ancora sconosciuto. Nell'Ordine abbiamo bisogno di specialisti in Lutero, tanto nel campo storico come in quello teologico. Spero che questa commemorazione della Riforma Luterana sia un richiamo e un impulso agli studi in questa direzione.

Sono grato per l'interesse manifestato e le iniziative intraprese nelle diverse circoscrizioni dell'Ordine, soprattutto in campo accademico, con l'organizzazione di ottimi congressi, giornate di studio e pubblicazioni. Il Consiglio Generale ha voluto coinvolgersi in questo senso incoraggiando l'organizzazione del Convegno intitolato: "Lutero e la Riforma: Sant'Agostino e l'Ordine Agostiniano", che si terrà a Roma, dal 9 all'11 di novembre. Spero che sia un buon punto di partenza.

Desidero concludere con l'acuta riflessione di papa Benedetto XVI, fatta all'Augustinerkloster di Erfurt, durante il viaggio in Germania[6]: "Per Lutero la teologia non era una questione accademica, ma la lotta interiore con se stesso, e questo, poi, era una lotta riguardo a Dio e con Dio. ‘Come posso avere un Dio misericordioso?’ Che questa domanda sia stata la forza motrice di tutto il suo cammino mi colpisce sempre nuovamente nel cuore. Chi, infatti, si oggi si preoccupa ancora di questo, anche tra i cristiani? Che cosa significa la questione su Dio nella nostra vita? Nel nostro annuncio? La maggior parte della gente, anche dei cristiani, oggi dà per scontato che Dio, in ultima analisi, non si interessa dei nostri peccati e delle nostre virtù. Egli sa, appunto, che tutti siamo soltanto carne. Se si crede ancora in un al di là e in un giudizio di Dio, allora quasi tutti presupponiamo in pratica che Dio debba essere generoso e, alla fine, nella sua misericordia, ignorerà le nostre piccole mancanze. La questione non ci preoccupa più. Ma sono veramente così piccole le nostre mancanze? Non viene forse devastato il mondo a causa della corruzione dei grandi, ma anche dei piccoli, che pensano soltanto al proprio tornaconto? Non viene forse devastato a causa del potere della droga, che vive, da una parte, della brama di vita e di denaro e, dall’altra, dell’avidità di piacere delle persone dedite ad essa? Non è forse minacciato dalla crescente disposizione alla violenza che, non di rado, si maschera con l’apparenza della religiosità? La fame e la povertà potrebbero devastare a tal punto intere parti del mondo se in noi l’amore di Dio e, a partire da Lui, l’amore per il prossimo, per le creature di Dio, gli uomini, fosse più vivo? E le domande in questo senso potrebbero continuare. No, il male non è un’inezia. Esso non potrebbe essere così potente se noi mettessimo Dio veramente al centro della nostra vita. La domanda: Qual è la posizione di Dio nei miei confronti, come mi trovo io davanti a Dio? – questa scottante domanda di Lutero deve diventare di nuovo, e certamente in forma nuova, anche la nostra domanda, non accademica, ma concreta. Penso che questo sia il primo appello che dovremmo sentire nell’incontro con Martin Lutero".

Che nostra Signora della Grazia ci accompagni col suo amore.

Roma, 28 settembre 2017

 

P. Alejandro Moral Antón
Priore Generale OSA



[1] Cfr "Intervista a papa Francesco in occasione del viaggio apostolico in Svezia": La Civiltà Cattolica 2016-IV, 313-324.

[2] W. PANNENBERG, "Die Augsburger Konfession und die Einheit der Kirche": Ökumenische Rundschau 28 (1979) 113.

[3] Cfr LUTHER, Weimarer Ausgabe (WA) 48, 241.

[4] Cfr Tischreden (WATr) 5, 23, 27-24, 6.

[5] Cfr WA 10, 2.

[6] Incontro con i rappresentanti del Consiglio della "Chiesa Evangelica in Germania", Erfurt 23 settembre 2011.

Il 23 settembre 2017, è stato ordinato a Caracas il nostro fratello Helizandro Terán Bermúdez, nuovo vescovo della città Guyana. Che lo Spirito Santo assista il suo ministero e lo accompagni sempre con la sua grazia e il suo amore.

Valletta (Malta), 14 settembre 2017 - Con la messa solenne celebrata nella già chiesa conventuale dei Cavalieri di Malta, oggi con-cattedrale alla Valletta, presieduta dall’Arcivescovo Metropolita Mons. Charles J. Scicluna, si sono concluse le celebrazioni per la commemorazione dei 200 anni dalla fondazione della Provincia Agostiniana di Malta, che ha come patrono l’Evangelista San Marco. Durante questo anno si sono tenute varie celebrazioni di natura pastorale, culturale e sociale che hanno segnato il calendario con un riflesso nelle varie attività che oggi ha la Provincia.

A concelebrare con l’Arcivescovo, il Priore Provinciale P. Raymond Francalanza e tutti i frati della Provincia, Mons. Mario Grech, vescovo di Gozo, Mons. Alessandro D’Errico, nunzio apostolico, Mons. Pawlu Cremona OP, arcivescovo emerito di Malta, i rappresentanti di altre provincie religiose e vari sacerdoti, alcuni dei quali hanno ricevuto la loro formazione nel St. Augustine College. Erano presenti anche le suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria e una numerosa presenza di laici agostiniani ed altri laici simpatizzanti, vicini alle nostre realtà pastorali.

I primi Agostiniani sono arrivati sulle isole maltesi verso la fine del XIV secolo. Dopo due tentativi mai andati in porto, finalmente nel 1817 è nata la Provincia di Malta, da tre conventi: Rabat, Valletta e Victoria. Oggi la Provincia ha 6 comunità, e il campo ministeriale comprende: il lavoro pastorale-parrocchiale, educativo, sociale e culturale. Alcune frati lavorano a Cuba, in Brasile e in Italia. Nel passato tra i campi missionari erano incluse le presenze in Algeria, Tunisia, Australia, Canada e USA. Oggi la provincia consta di 39 professi solenni, e fra i suoi membri si enumera Sua Eminenza Prospero Card. Grech.

Con questa commemorazione dei primi 200 anni dalla formazione della Provincia, staccatasi da quella siciliana, si vuole rendere grazie a Dio per la storia di questi anni e guardare avanti con coraggio, con piena fiducia nella fedeltà di Dio, al quale si rende onore e gloria.

Come sapete Irma era un uragano molto forte, categoria cinque. Quest'ultimo mese è stato estremamente caldo e molto umido. Anche i cubani avevano difficoltà a respirare. All'inizio di settembre la televisione nazionale cominciò ad avvertire la popolazione sull'arrivo di Irma, un enorme uragano di grande magnitudo. Qui hanno un eccellente istituto meteorologico che è veramente aggiornato e che informa - quasi ogni ora - sullo sviluppo del fenomeno. Ci è stato detto, prima del suo arrivo, che probabilmente avrebbe attraversato tutto il paese, quindi tutti dovevano essere pronti ad affrontare l'evento. Raramente abbiamo uragani nella provincia di La Havana, ma questa volta era diverso.

Irma è arrivato a Cuba, nel sud, il 4 settembre e ha passato le province di Santiago de Cuba e Holguin nei giorni seguenti. Qui, in casa nostra, abbiamo un prenovizio da La Havana e due aspiranti, uno da Santiago de Cuba e l'altra da Holguin. Quando questi ultimi due hanno telefonato a casa ci dicevano che le loro regioni non erano state molto colpite. Nella provincia di Holguín abbiamo anche una comunità a Puerto Padre e diverse cappelle e case missionarie nella campagna adiacente. Fr. Miguel Angel era da solo a Puerto Padre quando l'uragano è arrivato da loro. Il nostro delegato, p. Aldo, che era in contatto telefonico con lui, ci ha detto che la nostra casa a Puerto Padre non è stata colpita, ma il forte vento ha sradicato gli alberi e ha danneggiato i tetti in alluminio. Non abbiamo informazioni precise sulle nostre cappelle e le case missionarie in campagna, ma sicuramente dovrebbero essere state colpite.

Le province più colpite sono quelle di Camagüey e Ciego de Ávila. A Chambas, in provincia di Ciego de Ávila, abbiamo una comunità, cappelle e case di missione e alcuni di loro, in particolare la zona della Florida e in particolare la parte litorale di Punta Alegre sono stati fortemente colpiti. Fr. José Alberto, parroco di Chambas e consigliere della delegazione, ha informato il nostro delegato che lui, F. Paco e il nuovo vescovo eletto che sarà consacrato il 30 settembre sono stati in loco con Caritas per valutare la situazione. A causa di questa situazione e affinché i nostri fratelli possano organizzare l'aiuto della Chiesa, è stato deciso di sospendere il primo ritiro annuale della Delegazione che si doveva tenere qui a La Havana, dal 23 al 28 settembre.

Per quanto riguarda noi, qui a La Havana, abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie per evitare danni e distruzioni. Siamo stati informati dalla televisione che Irma colpirà La Havana e Pinar del Rio solo attraverso la sua coda e poi si dirigerà verso Miami. E così é stato. Abbiamo cominciato a sentire i primi effetti venerdì nel tardo pomeriggio: forte vento, nuvole e qualche pioggia. Sabato ci siamo svegliati con un cielo pieno di sole e il vento non era molto forte. Ma nel pomeriggio avevamo vento forte, nuvole e pioggia. Intorno alle 20.00 l'elettricità era già andata via. La parte peggiore è stata durante la notte tra sabato e domenica, dove è stata colpita fortemente la parte centrale di La Havana. Irma è entrata nella nostra città attraverso il Malecón (la Strand) con onde che salivano fino a dieci metri, causando inondazioni nelle parti litorali della città, con un vento che soffia a circa 260 mph, sradicando alberi, pali elettrici e i lampioni appena installati. Il vento ha continuato a soffiare la mattina di domenica accompagnato da qualche pioggia. Per evitare inutili inconvenienti per i nostri parrocchiani, p. Aldo, nostro parroco, ha deciso di sospendere la massa parrocchiale delle 11.00. Intorno alle 15.00 tutto era finito. Ora stiamo tornando alla normalità e ancora una volta i cubani sono in strada per chiacchierare, cantare e nessuno di loro lamenta gli effetti distruttivi di Irma. Le strade vengono pulite, l'elettricità, almeno nella nostra zona, è tornata completamente, le scuole hanno ripreso il loro corso e i negozi hanno nuovamente aperto le loro porte. Ora aspettiamo José, ma la gente non sembra preoccupata, perché è di solo categoria due. Aspettiamo e vediamo ... ma certamente non c'è modo di rinunciare al nostro entusiasmo per servire umilmente la Chiesa, l'Ordine e il popolo cubano.

P. Lucian Borg OSA.

Una preghiera per i nostri fratelli dalla Provincia Agostiniana del Santissimo Nome di Gesù del Messico, dopo che una delle loro parrocchie, la parrocchia di San Giacomo (Parroquia de Santiago Apostol) a Ocuilan, Stato del Messico è stata distrutta dal terremoto di magnitudo 7.1 che ha sconvolto la parte centrale del paese.

A partire dalla pubblicazione, il numero totale di vittime ha superato le 225 persone, di cui la maggior parte sono degli stati di Morelos, Pueblas e Messico.

L'epicentro del terremoto é stato vicino a Atencingo nello stato di Puebla, a circa 120 km (75 miglia) da Città del Messico, con una profondità di 51 km, secondo l'US Geological Survey.

Ispirata da una petizione del Papa Francesco in occasione della sua visita pastorale, una giovane agostiniana intraprende una grande avventura nella quale scoprirà l'inizio dell'Ordine di Sant'Agostino in Perù.

 

 

Un gruppo di giovani di Madrid, Spagna e St. Augustine's College, San Diego, USA ha fatto un pellegrinaggio lungo il Camino di Santiago, organizzato dalla Commissione Internazionale Gioventù dell'Ordine. La camminata iniziata da Villafranca il 4 agosto 2017 e si é conclusa con l'arrivo a Santiago de Compostela il 12 agosto 2017.

La maggior parte dei partecipanti, si sono incontrati per la prima volta e hanno condiviso le esperienze e un forte legame di amicizia. L'unità e la comunione li hanno sostenuti finché si sono avvicinati a una migliore comprensione di se stessi come pellegrini nella vita, sforzandosi per raggiungere la meta comune. All'arrivo, hanno partecipato alla celebrazione eucaristica per i pellegrini presieduta dall'arcivescovo di Santiago de Compostela, Sua Grazia M. Rev. Julián Barrio Barrio che ha ricordato a tutti i pellegrini di vivere secondo il Vangelo senza paura o vergogna. Ha anche sottolineato che il mondo di oggi ha bisogno di autentici e coraggiosi cristiani come San Giacomo Apostolo.

Il Camino è stato un esercizio ricco e spirituale, che i partecipanti hanno apprezzato, e rimarrà sicuramente una componente importante della loro fede e storia di vita.

Un ringraziamento speciale al Priore Generale per la sua lettera di incoraggiamento e vicinanza (inviata e letta) durante il pellegrinaggio, a tutti i partecipanti, ai loro genitori e alle Province che hanno contribuito a rendere possibile il Camino.

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