OSA

Ordine di Sant' Agostino

"Anima una et cor unum in Deum!" (Regula)

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Pensiero di Sant'Agostino
Dio Uno sei tu e tu vieni in mio aiuto; tu una, eterna e vera sussistenza, dove non ci sono discordia, oscurità, cambiamento, bisogno, morte.
(Soliloquia I, 1.4)
Chi conosce la verità, conosce (quella luce), e chi la conosce, conosce l'eternità.... Ed è la carità che la conosce.
(Confess. 7, 10, 16)
Dio è più grande e più buono di ogni cosa, egli deve essere amato più di ogni altra cosa, perché sia adorato.
(En. in Ps. 77, 20)
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Dall` Ordine

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MESSAGGIO DEL PRIORE GENERALE

AGLI AGOSTINIANI E AGOSTINIANE GIOVANI

"Ecco, faccio una cosa nuova:

Proprio ora germoglia,non ve ne accorgete?"

(Is 43,19).

 

 

Cari fratelli e sorelle:

In un momento in cui la Chiesa sta riflettendo con e sui giovani (Sinodo dei Vescovi, Giornata Mondiale della Gioventù), desidero rivolgermi a voi, fratelli e sorelle dell'Ordine di Sant'Agostino che siete in quella fascia d'età, dai limiti imprecisi, ma che costituisce un settore significativo con un'importantissima prospettiva non esente da responsabilità. Certamente, nelle vostre mani c'è il futuro dell'Ordine.

Stiamo preparando l'Incontro Agostiniano dei Giovani e io stesso ho indirizzato recentemente una lettera ai giovani dei collegi, parrocchie e altri gruppi agostiniani[1]. Ma desideravo mettermi in contatto anche con voi, agostiniani e agostiniane giovani. Vi scrivo di cuore, con il desiderio di continuare un dialogo già iniziato in vari incontri e visite. Ho cercato di incontrarvi e salutarvi. E soprattutto ascoltarvi. Credo, sinceramente, che il vostro contributo è imprescindibile e, pertanto, non dovrebbe essere trattato con demagogia o adulazione compiacente, ma con fiducia, esigenza e chiarezza. E, sempre, dall'amicizia.

 

1. Il coraggio di essere giovani.

Il nostro Ordine, già nelle sue origini, fu un efficace motore di rinnovamento nella Chiesa e deve continuare ad esserlo. Gli agostiniani sono presenti nei cinque continenti e sviluppano numerose attività e servizi pastorali, attenti alle necessità della Chiesa. Abbiamo saputo integrare culture e sensibilità diverse, mantenendo viva la particolarità - il carisma - il dono suscitato dallo Spirito e che viviamo in un tempo e in circostanze determinate e senza dubbio complesse. L'Ordine sta cambiando rapidamente e presto avrà un profilo diverso da quello che conosciamo. Questo esige da tutti noi, già da ora e nei prossimi anni, una riflessione profonda e serena. Insieme troveremo i modi più appropriati per "essere" nel mondo, per vivere il carisma agostiniano nel momento attuale. Ricordiamo le parole precise del Concilio Vaticano II: "Il rinnovamento della vita religiosa comporta il continuo ritorno alle fonti di ogni forma di vita cristiana e alla primitiva ispirazione degli istituti, e nello stesso tempo l'adattamento degli istituti stessi alle mutate condizioni dei tempi"[2].

La nostra epoca è caratterizzata da grandi contrasti ed enormi sfide. Essere consapevoli delle difficoltà non dovrebbe esimerci da un atteggiamento di speranza verso il futuro e da un contagioso entusiasmo. Per questo vi chiedo di abbandonare tutto il pessimismo, se ce ne fosse. Non ascoltate le voci negative e distruttive, eternamente tristi, che guardano al passato come un falso rifugio di paure ed egoismi[3], né assecondatele. È terribile incontrare giovani invecchiati spiritualmente. Le mentalità fossilizzate, i cuori induriti e i comportamenti egoisti sono segni di morte e non dovrebbero caratterizzare alcun giovane. Siate sempre creatori di futuro, apostoli di un tempo nuovo, comunicatori di entusiasmo. Sì, voi giovani vi trovate con un ampio panorama di problemi, ma anche di opportunità. Non c'è spazio per il conformismo né per il lamento sterile. Devi sognare insieme agli altri un orizzonte di possibilità e metterci mani e cuore per realizzarlo. La passività per la paura di sbagliare e il rassegnarsi ad accettare i cambiamenti invece di essere protagonisti delle trasformazioni che reclama la scena del nostro tempo, sono gli atteggiamenti più comodi e meno costruttivi. L'errore più grande è quello di evitare i rischi, di assistere come spettatore insensibile ai problemi della Chiesa e dell'Ordine. Un simile atteggiamento suppone il tradimento della nostra fede, alla nostra vocazione e, alla fine, ci porta irrimediabilmente alla delusione.

Abbiamo bisogno di risposte e opzioni. E a voi spetta avere iniziativa. So che talvolta è difficile. Esistono difficoltà interne, centrate sulla tentazione della comodità, della tranquillità. La perdita dell'amore si traduce innanzitutto nella ricerca, come priorità assoluta, di un rifugio sicuro in cui vivere senza difficoltà. Questo non è altro che una resa, un abbandono in pratica della vita religiosa, nonostante giuridicamente si continui in essa. Ogni scelta egoistica è inevitabilmente una scelta di morte. È molto triste incontrare persone che hanno perso il loro dinamismo, che non hanno più ideali, che non vivono entusiasti del carisma, che hanno perso la vocazione. Non ascoltate mai le voci dell'amarezza, della negatività e del conformismo. Seguire e vivere Cristo nel carisma agostiniano è una grazia e una meraviglia che riempie la vita di luce e l'anima di gioia.

Ma ci sono anche difficoltà esterne: il rifiuto della novità, l'ancoraggio al passato, la routine che avvolge molte delle nostre realtà. Le voci critiche disturbano; le alternative sconcertano; i profeti sono messi a tacere. Il "si è sempre fatto così" appare come un motto malefico che ci blocca e che dobbiamo superare. Non abbiate paura di disturbare e non vi rassegnate al silenzio e all'insignificanza. Non rinunciate ad essere protagonisti. Questo sì: siate coerenti. Siate i primi a incarnare la novità che cercate e che chiedete. La novità di Cristo che chiama e che offre di seguirlo.

Come si concretizza la nostra risposta all'invito di Cristo a seguirlo nel cammino agostiniano? Non c'è spazio per frasi fatte, né teorie, per quanto siano belle, ma solo la testimonianza della propria vita nell'autenticità. Credo che, per poter rispondere come agostiniani alle necessità della Chiesa e del mondo, dobbiamo prepararci bene e curare gli studi, specialmente quelli che ci portano a conoscere a fondo il pensiero di Sant'Agostino e delle altre figure dell'Ordine. Non solo nella fase della formazione, ma per tutta la vita. Siate consapevoli dell'importanza dell'incontro con Sant'Agostino, con il suo pensiero e la sua spiritualità. È veramente essenziale per poter vivere la nostra vocazione con un'identità chiara[4]. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che un vero agostiniano non è colui che ripete frasi di Sant'Agostino, o colui che cita i santi o gli autori dell'Ordine, ma colui che incarna la sua spiritualità nella vita quotidiana, che mostra le caratteristiche del carisma nella propria esistenza.

 

2. In intimità con Gesù.

Una vera vita religiosa non è possibile se non nell'incontro con Cristo. Sant'Agostino ci ricorda magnificamente: "So questo soltanto: che tranne te, per me tutto è male, non solo fuori di me, ma anche in me stesso; e che ogni mia ricchezza, se non è il mio Dio, è povertà."[5]. Ma la vocazione deve essere ratificata ogni giorno. L'invito del Signore è riaffermato in ogni momento e così anche la risposta deve essere aggiornata. Non lasciate morire la vostra vocazione per mancanza di cure, per non aver rinnovato l'incontro quotidiano con il Signore[6].

Abbiamo bisogno che tu dia la priorità alla cura della vita spirituale, senza cadere nell'attivismo vuoto o nella passività intimista. Rimanete attenti per evitare che la mondanità s'infiltri in voi e vi porti all'abbandono della preghiera e all'indebolimento della vita interiore. Il vuoto di Cristo sarà riempito da altri dei che schiavizzano l'essere umano. Il risultato sarà l'infelicità: non solo non sarete felici voi, ma inevitabilmente trasmetterete amarezza agli altri. Giovani: siate uomini e donne di preghiera. È essenziale. È assolutamente indispensabile. Curate la preghiera personale e comunitaria, la celebrazione Eucaristica, gli strumenti del rinnovamento spirituale[7]. Siate attenti ai tempi e, soprattutto, alla qualità. C'è chi cerca sicurezze nel formalismo e nell'apparenza. Non è questo il cammino. La sicurezza non la dà il ritualismo vuoto, ma la conversione del cuore a Cristo nell'incontro con Lui. Né giovani mondani, malati di laicismo, né formalisti vuoti e autosufficienti. Amici di Cristo e, quindi, familiari di Dio.

Sì, una sfida di oggi è il conseguimento di un'esperienza spirituale, sostenuta in una sana e intensa vita di preghiera personale e comunitaria. Solo così saremo coerenti e, quindi, credibili. Potrebbe essere necessario cambiare le strutture e i programmi per sfruttare meglio i mezzi che ci sono offerti. Guidate voi stessi questa opzione autenticamente rinnovatrice.

 

3. L'identità del vero amore.

La vita religiosa agostiniana è definita dalla scoperta della dimensione comunitaria della fede e dal riconoscimento della presenza di Cristo in mezzo a coloro che s'incontrano nel suo nome (Mt 18, 20). Sebbene gli attriti, le divergenze di opinione e persino le discrepanze siano inevitabili, non c'è dubbio che l'amicizia e la convivenza siano possibili. Il prezzo dell'amore è la comprensione e il perdono. E, da lì, percorriamo insieme il cammino, nella gioia di essere fratelli, condividendo ciò che abbiamo e, soprattutto, ciò che siamo. Ci siamo uniti non per altro se non per avere "una sola anima e un sol cuore protesi verso Dio"[8]. Tenetelo sempre a mente.

Mi preoccupa molto l'indebolimento comunitario. Le comunità non dovrebbero essere troppo numerose, ma nemmeno troppo piccole. È paradossale che in un Ordine come il nostro, che ha la vita comune come speciale punto di riferimento, esistano un gran numero di comunità con solo due o tre membri. Credo che questo dovrebbe essere più un'eccezione che non una pratica abituale.

Ma, in ogni caso, nessuna struttura sarà adeguata se ognuno di noi non si prenderà cura delle relazioni personali e della vita comunitaria[9]. Prestate attenzione affinché il lavoro e le occupazioni non vi impediscano di "essere" in comunità per condividere la vita. Che i gruppi, le logiche d'amicizia, la gestione delle attività, le riunioni con i collaboratori non siano una fuga e una giustificazione per fuggire dalla vostra comunità. Che la generosità fraintesa non vi porti a perdere la rotta e a oscurare la vostra vocazione. Dedicate tempo alla comunità perché i fratelli hanno bisogno di voi così come voi avete bisogno di loro. Non professiamo la vita religiosa agostiniana per essere sempre fuori casa, testimoniando assenza. Ogni membro della comunità deve sentirsi incoraggiato e sostenuto, ma anche la comunità deve sentirsi incoraggiata e sostenuta da ciascun individuo[10]. Un mio predecessore scrisse che la comunità agostiniana è il nostro primo apostolato[11].

Un altro tema che desidero evidenziare è la necessità che abbiamo di rafforzare il senso di Ordine, superando il localismo: non si professa per una circoscrizione, ma per l'Ordine. Essere agostiniano significa essere parte di una grande famiglia. Ci chiamiamo fratelli (fratres, fra) e sorelle (sorores, suor). E lo dobbiamo essere. Cerchiamo l'unità, l'unione di anime e cuori. Per questo mi sorprende che alcuni alzino barriere escludenti verso coloro che sono nati in questo o quell'altro paese, o in questa o quell'altra regione. Il nazionalismo è un male. È uno scandalo. Come possiamo escludere o rifiutare qualcuno a causa della sua provenienza, della sua origine? Per favore, abbiate sempre uno sguardo ampio, accogliente, integrante. Amate l'Ordine e abbattete barriere e frontiere geografiche o ideologiche. Siamo un unico Ordine, un'unica famiglia. Le differenze devono essere integrate e costituire una fonte di ricchezza.

 

4. Un cuore libero.

Mentre noi vediamo soddisfatti i nostri bisogni primari, e anche di più, molte altre persone, particolarmente i giovani, sono impedite dalla povertà, dalla mancanza di cultura, dalla solitudine o da una lunga lista di schiavitù. Anche attorno a noi. Le forme di povertà e di esclusione si sono moltiplicate e ci richiedono una risposta, che non può venire dalla mondanità, ma dall'austerità, dalla generosità y la misericordia. Di fronte a coloro che si muovono principalmente per interessi economici; di fronte a coloro che accumulano e a coloro che non mettono in comune i beni; di fronte a coloro che intendono la vita religiosa come una professione o come un progresso nella scala sociale, siate voi esempio di distacco e di povertà affettiva ed effettiva, esempio di libertà.

E siate voce di coloro che non ce l'hanno. Sant'Agostino non esita ad affermare che “Cristo è nel bisogno tutte le volte che un povero è nel bisogno”[12]. Tutti corriamo il pericolo di vivere in una bolla, alieni alle necessità degli uomini e delle donne di oggi, senza che il grido dei poveri ci raggiunga. Per questo dobbiamo abbandonare le zone di comfort, risolvendo lo scandalo del fatto che parliamo di povertà agli altri, anzi che ne emettiamo pubblicamente un voto, senza essere veramente poveri e senza preoccuparci di lottare per la giustizia. Per questo è essenziale essere uomini e donne accoglienti, di ascolto e di misericordia. Non dimentichiamo mai che l'opzione preferenziale per i poveri nasce dal Vangelo ed è implicita nella fede cristologica[13].

È necessario lasciare le comodità e le sicurezze: "Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò." (Gn 12,1). Non è questa la storia di ogni vocazione? Certamente. Si tratta di ascoltare la chiamata e rispondervi con generosità e fiducia. L'esperienza di Dio ci spinge a lasciare la tranquillità spirituale e personale, per metterci in cammino. Avvicinatevi, poi, alla gente, sentite con loro, conoscete le loro necessità senza formare una élite separata, vuota e falsa. Ognuno di noi è la risposta di Dio ai bisogni della società di oggi. Questa è la nostra responsabilità. E voi, con la vostra generosità, potete e dovete dare una magnifica testimonianza della misericordia divina, sempre attiva e sempre concreta.

 

5. Il tempo dei profeti.

La fede che abbiamo ricevuto, la vocazione a cui siamo stati chiamati, suppongono una forma di amicizia singolare con Dio, che ci è stata rivelato in Cristo. È un'amorevole carezza di Dio, fonte di gioia e azione dello Spirito che amplia e riempie di significato la vita. Oggi più che mai abbiamo bisogno di profeti radicati nell'esperienza di Dio. Non attivisti, ma testimoni che ci parlino con la loro esistenza; non venditori di parole o intrattenimenti, ma cristiani coerenti che esprimano chiaramente l'enorme bellezza del Vangelo, la verità di Cristo, la sua gioiosa attrazione. Il futuro è di quelli che rischiano la vita, rompendo gli stretti limiti dell'egoismo. Anche andando controcorrente. "L'uomo contemporaneo - scriveva Paolo VI- ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni"[14]. È il loro tempo. È l'ora dei profeti.

Se i nostri anziani oseranno sognare e i nostri giovani a profetizzare, (cf. Gioele 3,1), coltiveremo un seme di speranza che sicuramente fiorirà e darà frutto. In un mondo in cui sembrano essersi perse le tracce di Dio, è urgente un'audace testimonianza profetica da parte dei consacrati, consapevoli che la vera profezia nasce da Dio[15] e che l'autentica evangelizzazione consiste nell'annunciare la Parola di Dio, le opere di Dio in noi e ciò che Cristo fa attraverso di noi[16]. Cristo è sempre nuovo; l'eterna novità che non invecchia. Lui "può anche rompere gli schemi noiosi nei quali pretendiamo di imprigionarlo e ci sorprende con la sua costante creatività divina. Ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale"[17].

È anche un'occasione propizia per rafforzare la pastorale vocazionale, per andare incontro ad altri giovani, invitandoli all'ascolto e alla riflessione affinché possano rispondere con generosità a una possibile chiamata. Non esitate a presentare con chiarezza ai giovani l'identità della vita religiosa agostiniana, mostrando come la nostra spiritualità, ispirata dal pensiero fecondo di Sant'Agostino e di tanti fratelli e sorelle nel corso della storia, sia stata un faro potente nella Chiesa attraverso i secoli e deve continuare ad esserlo oggi. Il passato non deve essere un peso, ma uno stimolo. E non dimenticate mai che la vostra coerenza personale è la miglior propaganda vocazionale. No sono le idee, ma la vita; non sono i programmi, ma la testimonianza.

Molti di voi mi hanno anche parlato del vostro desiderio di maggiore entusiasmo e creatività nel nostro Ordine, di sapere anticipare le sfide attuali, rinnovando strutture obsolete, recuperando una posizione di prima linea nella Chiesa, aprendoci ad altre mentalità e altre culture non a predominanza occidentale. Sì, come vi dicevo all'inizio, dobbiamo preparare l'Ordine di Sant'Agostino ad un tempo nuovo, riscoprendo l'essenzialità, la bellezza e la gioia di essere agostiniani. Abbiamo bisogno di un profondo rinnovamento per vivere radicalmente, in questo epoca, il carisma suscitato dallo Spirito. Dobbiamo scrollarci di dosso la routine e la rassegnazione, essere creativi, coinvolti, rischiare. Sempre dalla verità, alla quale si arriva attraverso la conversione del cuore. Giovani: siate protagonisti di questo essenziale processo di rinnovamento. L'Ordine ha bisogno di voi. Il rinnovamento sarà possibile solo da opzioni personali e dalla vitalità dei piccoli gruppi, come fermento e lievito. Spero che nei Capitoli, negli incontri, nelle riunioni, la voce dei giovani irrompa come un torrente di vita e di novità, spero che la vostra testimonianza ci scuota e ci provochi, spero che siate comunicatori di vero entusiasmo. Vi esprimo la mia disponibilità e quella del Consiglio Generale a rispondere alle vostre preoccupazioni.

Grazie infinite, cari fratelli e sorelle, per il vostro lavoro e, soprattutto, per la vostra vita. Vi ho parlato con sincerità, con piena fiducia e, inoltre, con la premura che nasce dall'affetto. Spero che possiamo continuare questo dialogo. Mi piacerebbe che le idee che vi ho espresso in questo messaggio trovino eco in voi e le svilupperete, arrivando a conclusioni e proposte. Mi raccomando alle vostre preghiere mentre vi assicuro le mie e chiedo alla nostra Madre del Buon Consiglio che protegga e accompagni il nostro cammino.

 

Dio vi benedica sempre.

Roma, 24 aprile 2018

 

P. Alejandro Moral Antón,

Priore Generale OSA



[1] Cf. Lettera del Priore Generale ai giovani, 19 marzo 2018.

[2] Perfectae caritatis, 2.

[3] Cf. Discorso 346/C.

[4] Cf. Lettera del Priore Generale in occasione della solennità di Sant'Agostino, 28 agosto 2017: Acta OSA 70 (2018) 54-55.

[5] Conf. 13,8,9.

[6] Il Papa ci ricorda che la santità deve essere un'esigenza, una necessità, per ogni cristiano. Per questo: "Non avere paura di puntare più in alto, di lasciarti amare e liberare da Dio. Non avere paura di lasciarti guidare dallo Spirito Santo. La santità non ti rende meno umano, perché è l’incontro della tua debolezza con la forza della grazia": Francesco, Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate, 34.

[7] Cf. Regola e costituzioni, 102.

[8] Regola 1,3.

[9] Cf. Regola e costituzioni, 109.

[10] Cf. T. Van Bavel, Carisma: comunidad, Madrid 2004, 168-170.

[11] Cf. T. Tack, Augustinian community and the apostolate. Message from the Prior General [La comunità agostiniana e l'apostolato. Messaggio del Priore Generale]: Acta OSA 19 (1974) 27-36.

[12] Discorso 38, 8.

[13] Cf. Benedetto XVI, Discorso inaugurale della V Conferenza Generale dell'episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, Aparecida 13 maggio 2007, 3. Lo stesso Documento de Aparecida (n. 393), ricorda che "i volti sofferenti dei poveri sono i volti sofferenti di Cristo. Essi interpellano l'anima dell'operare della Chiesa della pastorale e delle nostre attitudini cristiane".

[14] Paolo VI, Esortazione Apostolica Evangelii Nuntiandi, 41.

[15] Cf. Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica Vita consecrata, 84-85. Ricordo i tre tratti essenziali del profeta, indicati in questo documento sinodale: passione per la verità; unione intima con Dio; disponibilità a consegnare la propria vita.

[16] Cf. Commento al Vangelo di San Giovanni 15, 30; Discorso 72, 8.

[17] Francesco, Esortazione Apostolica Evangelii gaudium, 11.

Convegno "Lutero e la Riforma: sant’Agostino e l’Ordine Agostiniano" Servizio televisivo andato in onda su Telepace.

Dal 6 al 16 di novembre si é riunito il Consiglio Generale dell'Ordine, presieduto dal Priore Generale, P. Alejandro Moral Antón.

Tra gli altri temi, si sono trattati i seguenti.

Capitoli: Sono stati approvati gli atti capitolari e le nomine effettuate nei Capitoli ordinari della Provincia di Nigeria. Sono state approvate le date di inizio e il luogo di celebrazione dei seguenti Capitoli Ordinari: Provincia del Belgio (2 aprile 2018 a Gante, Belgio); Provincia di Michoacán (25 giugno al Centro de Espiritualidad Agustiniana “Casa Hipona”, Moroleón).

Abbandoni: Si sono prese in considerazione diverse richieste di extraclaustrazione, così come altri casi riferiti a persone.

Santa Monica: Ammissione al rinnovo dei voti temporanei e nomina dei rappresentanti dei padri studenti al capitolo locale.

Case: Il Consiglio Generale é stato informato della richiesta di soppressione della casa di Benevento (Italia) e della richiesta di erezione di una casa in Mocoa (Colombia). Il Priore Generale ha approvato le richieste.

Circoscrizioni e comunità: Il Consiglio Generale ha dialogato su diversi temi in relazione alle provincie di Nigeria, Brasile, Italia, Abbazia di Brno, Santa Monica, Sacrestia Pontificia e Parrocchia di Santa Anna in Vaticano.

Provincia del Belgio: É stato invitato il Superiore Provinciale della Provincia del Belgio per un incontro con il Consiglio Generale e si é dialogato con lui su diversi temi.

Ratio Institutionis: Si sono rivisti i lavori svolti sulla nuova Ratio Institutionis, coordinati dal P. Joseph Farrell, così come la pagina web creata per dialogare su questo tema. Si svolgerà un Congresso per i formatori il 2-6 luglio a Roma.

Strutture dell'Ordine: Si é dialogato sui criteri che devono essere tenuti in considerazione in una possibile revisione delle strutture dell'Ordine, orientata a un suo miglior funzionamento.

Informazioni:

* Anthony Banks: Riunione della OSAAP in ottobre; riunione di APAC; riunione del Segretariato di Giustizia e Pace a Nueva York, dal 23 al 26 ottobre; Conferenza per gli economi dellà Ordine, che ha avuto luogo a Roma a ottobre; richiesta di aggregazione all'Ordine da parte delle religiose di Nuestra Señora de los Mártires; riunione a dicembre a Roma del Foro delle Organizzazioni Internazionali Cattoliche.

* Edward Daleng: Riunione della Commissione per l'Evangelizzazione e il Ministero Pastorale; incontro organizzato per l'Europa per questa Commissione a San Gimignano a giugno 2017; la prossima riunione della Commissione sarà a Valladolid, España, nei giorni 23-24 luglio 2018; Commissione dei Giovani: incontro dei giovani a Panamá dal 15 al 20 di gennaio 2019; si sono riuniti là per preparare questo incontro; informazioni sul Kenya e dialogo su temi riferiti a questa circoscrizione; informazioni sulla comunità di Annaba, Algeria.

* Franz Klein: Capitoli Provinciali Ordinari delle Provincie di Irlanda, giugno 2017, e Olanda, ottobre.

* Patricio Villalba: Capitolo Provinciale Intermedio del Cile a settembre 2017; riunione delle Commissioni dei Giovani (con il P. Edward Daleng) e del Segretariato di Giustizia e Pace (con il P. Anthony Banks); informazioni sul processo di unificazione dei tre Vicariati del Perù; incontro della Comissione per i Laici ad aprile 2018 e Congresso per i Laici possibilmente a giugno 2019.

* Joseph Farrell, Seconda parte della visita canonica alla Provincia di Villanova; exploratio mentis per l'elezione del Priore Provinciale della Provincia di Chicago; alcuni temi riferiti alla Provincia di Villanova; visita canonica alla Provincia di California a gennaio 2018.

* Luis Marín: Noviziato del Sud Europa; temi riferiti alla Provincia di Italia; exploratio mentis per l'elezione dei Priori Provinciali delle Provincie di Spagna e Malta; temi riferiti alla Federazione Spagnola; corso in lingua inglese organizzato dall'Istituto di Spiritualità Agostiniana; temi riferiti all'Archivio Generale.

* P. Alejandro Moral: ha informato sulla riunione con i responsabili dei Centri Teologici dell'Ordine, che ha avuto luogo a Roma l'11 novembre.

Economia: l'Economo Generale ha informato il Consiglio su diverse tematiche economiche, opere e previsioni. Ha presentato il bilancio economico dello scorso anno e il preventivo del prossimo anno, e sono stati approvati.

Comunicazioni: Si prosegue il dialogo con il P. Michele Falcone sulle comunicazioni nell'Ordine e sul modo di potenziarle.

Commissioni dell'Ordine: Si sono riviste le composizioni di tutte le Commissioni dell'Ordine.

Congresso su Lutero: Si é valutato il Congresso celebrato a Roma nei giorni 9-11 di novembre.

Prossima riunione del Consiglio: dal 29 gennaio al 10 febbraio 2018 a Roma.

La Commissione economica dell'Ordine ha appena concluso un Congresso per gli Economi delle nostre circoscrizioni. Lo scopo del Congresso era quello di:

1. preparare l'intero Ordine a discutere come possiamo meglio condividere le nostre risorse attraverso l'Ordine negli anni a venire
2. considerare come possiamo realizzare i primi quattro Delibere del Capitolo Generale Intermedio, compresa una maggiore trasparenza e responsabilità a tutti i livelli dell'Ordine
3. rivedere il ruolo dell'Economo alla luce delle realtà sociali moderne e dei requisiti legali

I compiti che l'Ordine ha davanti sono notevoli così come i requisiti dei nostri Economi. Dopo il Congresso i Tesorieri sono ripartiti con informazioni significative per il futuro, un buon dialogo tra di loro e hanno lasciato alla Commissione Economica una serie di linee guida per la preparazione di documenti di discussione da esaminare in tutte le circoscrizioni per il prossimo anno, e per la preparazione di schemi di rendicontazione da parte di tutte le circoscrizioni ai futuri capitoli generali.

È stato chiaro agli Economi che hanno ruoli simili a manager di investimenti, come custodi dei beni dell'Ordine, come impiegati del Provinciale e del suo Consiglio e hanno un compito speciale: sono come cani da guardia per la salvaguardia della reputazione economica dell'Ordine. Grazie a Dio per la loro dedizione!

Il prossimo Incontro Giovanile Agostiniano si terrà a David e Tolé (Panamá) tra il 15 e il 20 gennaio 2019. Avrà come tema: "Il Cielo e la Terra proclamano la tua gloria, Signore!" tratto dalle Confessioni 10, 6.2. I membri della Commissione Internazionale della Pastorale Giovanile dell'Ordine ne hanno trattato durante la loro ultima riunione a Panama. Altre informazioni pertinenti saranno comunicate prossimamente.

Nei giorni 13, 14 e 15 ottobre si è svolta presso il Colegio Mayor Mendel di Madrid l'incontro del Priore Generale con gli Agostiniani giovani della OSAFEP residenti in Spagna e Portogallo. Hanno partecipato 23 agostiniani.

L'incontro è stato molto cordiale, in un'atmosfera fraterna, orientata da uno slancio di rinnovamento e creatività. Sono stati trattati tre temi: la creazione della nuova provincia in Spagna, come fusione delle quattro attuali; la pastorale vocazionale; gli Agostiniani in Europa. Il ricco dialogo (in gruppi e in assemblea) si è concretizzato poi in numerose proposte.

Si sono curati anche momenti di preghiera. Le Eucaristie sono state presiedute dal P. Alejandro Moral, Priore Generale, e dal P. Luis Marín, Assistente Generale.

Dal 18 al 28 settembre si è riunito il Consiglio Generale dell'Ordine, presieduto dal Priore Generale, P. Alejandro Moral Antón.

Si sono trattati, tra gli altri, i seguenti temi.

Capitoli: Sono stati approvati gli atti capitolari e le nomine realizzati nei Capitoli ordinari delle Provincie di Inghilterra-Scozia, Messico, Colombia, Irlanda, Castiglia e Brasile e del Vicariato di Vienna. Sono state approvate le date di inizio e i luoghi di celebrazione dei seguenti Capitoli Ordinari: Provincia di Olanda (30 ottobre 2017 a Helvoirt, Bezinningscentrum); Provincia di Cebú (19 febbraio 2018 al Santo Niño Spirituality Center, Consolación, Cebú); Provincia di Spagna (il 24 marzo al Monasterio de Santa María de la Vid, Burgos); Provincia di Malta (prima parte il 4 aprile e la seconda parte il 23 aprile, al convento di San Marcos Evangelista, Rabat); Provincia di Villanova (10 giugno al Connelly Center, Villanova University); Provincia di Australia (2 luglio a Saint Augustine’s College, Brookvale); Provincia Madritense (9 luglio al Colegio San Agustín, Salamanca); Provincia delle Filippine (16 luglio al Real Colegio Seminario de Valladolid); Vicariato delle Antille (10 ottobre 2017 al Seminario de Bayamon, Puerto Rico; successivamente si è approvato il trasferimento presso la Repubblica Dominicana, a causa dei danni degli uragani). Capitolo Intermedio della Provincia del Cile (2 ottobre 2017, al Convento de Nuestra Señora de Gracia, Santiago).

Regime sospeso: Approvazione della sospensione del regime ordinario della Provincia di Inghilterra-Scozia. Conservando il nome ufficiale, la Provincia sarà retta come un Vicariato sotto la Provincia di Irlanda.

Abbandoni: Sono state considerate diverse richieste di dimissioni, extraclaustrazioni e dispense dagli obblighi sacerdotali, così come altri casi riguardanti le persone.

Nomine: Angelo Lemme come direttore del prenoviziato a Brno; Nestor Bandalan come economo della comunità della Sacristia Pontificia; Donald F. Reilly come membro della Commissione Economica Internazionale.

Case: Il Consejo General è stato informato dell'abolizione delle seguenti case: una casa a Dar Es Salaam (Delegazione di Tanzania); la parrocchia Nuestra Señora de Guadalupe, Valencia (Vicariato del Venezuela); la parrocchia Nuestra Madre del Buen Consejo, León e la casa residenza San Juan de Sahagún, Madrid (Provincia di Castiglia). Erezione di una nuova casa a Virak Filipinas (Vicariato di Oriente) e di un'altra in Costa Rica (Vicariato di Panamá).

Monache: C'è stato un dialogo su alcuni argomenti relativi a diversi conventi di monache agostiniane.

Decisioni del Capitolo Intermedio 2016: Si è dialogato in modo ampio sullo sviluppo e l'attuazione delle decisioni approvate nel Capitolo Generale Intermedio tenutosi ad Abuja, Nigeria, nel settembre 2016.

Incontro dei Superiori Maggiori neo-eletti: Il Consiglio Generale ha incontrato e dialogato con i Superiori Maggiori eletti: Andrés Rivera (Provincia di Cebù), Wilson Posligua (Provincia di Quito), Vicente Valenzuela (Vicariato di Apurimac) e Matthias Schlögl (Vicariato di Vienna).

Temi economici: Vari temi sono stati presentati all'Economo Generale: bilanci per le opere di manutenzione, nuovi contratti, borse di studio per gli studenti di Santa Monica, altri temi economici.

Comunicazioni: Dialogo con il P. Michele Falcone sulle comunicazioni dell'Ordine e sul modo di potenziarle. Si proseguirà il dialogo a novembre.

Informazioni:

* Luis Marín: Capitolo Provinciale di Castiglia; temi della Provincia italiana e della Provincia di Malta; informazioni sulla Federazione Spagnola; prossimo corso in lingua inglese organizzato dall'Istituto di Spiritualità Agostiniana; conclusione del programma di rinnovamento per il monastero di Lecceto; informazioni sulle attività in Ecuador (formazione permanente) e Perù (ritiro); temi riguardanti l'Archivio Generale.

* Joseph Farrell: Temi delle Case Generalizie; visita in Nigeria; Congresso presso la Villanova University, USA per gli educatori dell'Ordine, assieme al P. Franz Klein; opere e progetti della Commissione per la Formazione Iniziale; visita canonica alla Provincia di Villanova; temi in riferimento ai monasteri di monache di Nuova Scozia, Canada e L'Aquila, Italia.

* Franz Klein: Capitoli Ordinari della Provincia di Irlanda e del Vicariato di Viena; Capitolo Intermedio della Provincia di Germania; riunione della Organizzazione degli Agostiniani di Europa (OAE), assieme al P. Luis Marín, a Praga; soppressione della comunità di San Patrizio, di Roma; vari inviti rivolti dal Dr. Hans -Albert Courtial.

* Patricio Villalba: Capitoli Ordinari delle Provincie di México e Colombia; visita canonica alla Delegazione di Centroamerica; visita al Vicariato di Bolivia; discussione dell'accordo tra la Provincia del Cile e il Vicariato di Bolivia; riunione dei Superiori Maggiori con i novizi nel Noviziato di Lima; Congresso delle Fraternità Agostiniane Latinoamericane, in Colombia, assieme al P. Luis Marín; calendario del processo di unione dei Vicariati del Perù e informazioni sugli statuti.

* Edward Daleng: Temi della Provincia di Nigeria e di altre circoscrizioni dell'Africa; incontro a San Gimignano organizzato dalla Commissione per la Evangelizzazione, assieme al P. Anthony Banks; Camino de Santiago con un gruppo di giovani; riunione a Panamá per preparare il World Youth Day del gennaio 2019 e la partecipazione degli agostiniani.

* Anthony Banks: Temi delle circoscrizioni di Corea, Giappone y Papúa Occidentale e della regione Asia-Pacífico; riunioni di OSAAP e APAC; riunione con il P. Robert Dueweke, representante di ONG e ONU; riunione della Commissione per le Vocazioni, in Chicago, assieme al P. Edwad Daleng; riunione della Commissione di Giustizia e Pace, a New York; stato dei lavori sulla redazione del documento sulla povertà, chiesto dal Capitolo Generale Intermedio.

* Alejandro Moral: informazioni sulla lettera che sarà inviata all'Ordine in occasione dei 500 anni della Riforma Luterana; informazioni sul prossimo Congresso "Lutero e la Riforma: Sant'Agostino e l'Ordine Agostiniano", che si terrà a Roma dal 9 all'11 novembre 2017.

Prossima riunione del Consiglio: dal 5 al 18 novembre 2017 a Roma.

LETTERA AI FRATELLI E SORELLE DELL'ORDINE
IN OCCASIONE DEI 500 ANNI
DELL'INIZIO DELLA RIFORMA LUTERANA

Carissimi fratelli e sorelle:

In un modo che può sembrare un po' riduttivo, si è voluto fissare l'inizio della Riforma nell'esposizione pubblica che Martin Lutero fece a Wittenberg delle sue 95 tesi sulle indulgenze, il 31 ottobre 1517. Ad ogni modo, non c'è dubbio che Lutero originò una vera crisi religiosa che ha provocato una frattura nella cristianità occidentale e ha posto le basi non del secolarismo, bensì del processo di secolarizzazione e della nascita di una nuova Europa. Le tesi implicarono anche un cambio nel modo di comprendere sé stesso. Fu allora che cambiò il suo cognome, da Luder, passò col firmarsi Eleutherios (il libero) per un periodo e, infine, Luther (Lutero).

La sua forte personalità, ricca e suggestiva nei suoi contrasti, la nuova teologia che sviluppò, le conseguenze della rivoluzione che scatenò, fanno di lui una figura decisiva nella storia universale e del cristianesimo. Possiamo affermare che esiste un prima e un dopo Lutero.

Non possiamo dimenticare che Martin Lutero (1483-1546) era un agostiniano. Entrò nel nostro Ordine nel 1505 ed era membro della Congregazione di Osservanza di Sassonia. Appartenne alla comunità del convento di Erfurt prima e di Wittenberg dopo. Ricevette diversi incarichi di governo: vicepriore e reggente degli studi (1512-1515), poi vicario provinciale di Turingia e Meissen (1515-1518). Esercitò questi compiti con responsabilità e saggezza, prendendo decisioni quando erano necessarie, senza ignorare le difficoltà e cercando il bene comune. Fu un rinomato professore (il titolo a lui più caro era quello di dottore in Teologia) e accreditato predicatore, si mostrò disponibile per prestare i suoi servizi quando gli furono richiesti, come avvenne per quel che riguarda la questione interna (il conflitto tra gli osservanti e i conventuali) che portò al suo viaggio a Roma nel 1511-1512. Tutte le fonti evidenziano che fu un frate pio, compito e fervente. Fino al 1521 soleva firmare sempre "Martin Lutero, agostiniano" e usò l'abito fino al 1524, conservando fino alla sua morte molto del suo essere frate per quel che riguarda la pietà e lo stile.

È anche vero che Lutero non solo abbandonò l'Ordine, ma esecrò la vita religiosa con tutte le sue forze, respingendo le pratiche ascetiche e di pietà, la recita del breviario e altri obblighi, modificò radicalmente la teologia sacramentaria, condannò i voti e promosse l'abbandono e la fuga di massa dei consacrati. Il danno causato all'Ordine e alla vita religiosa in Germania fu enorme. Lutero fu un nostro confratello per un periodo e condivise il nostro carisma, ma lui stesso si pose fuori dall'Ordine con le sue opzioni, le sue iniziative e le sue decisioni.

L'Ordine di Sant'Agostino, al quale apparteneva Lutero, non ha motivo di celebrare i 500 anni dell'inizio della Riforma, ma certamente di commemorarli. E lo facciamo con serenità, mettendo in evidenza gli aspetti positivi che ne hanno avuto origine: la rivalutazione del singolo, una maggiore fiducia in Dio, la centralità della Scrittura, l'avvicinamento della liturgia al popolo, lo sviluppo del senso comunitario, la sana laicità, la necessità di una riforma intesa come ritorno all'essenziale. Cosa potrebbe imparare la Chiesa Cattolica dalla tradizione luterana? Papa Francesco risponde così: "Due parole mi vengono in mente: la Riforma e la Scrittura"[1]. Il gesto di rinnovamento per una Chiesa che è semper reformanda e la scelta fatta di mettere la Parola di Dio nelle mani del popolo. Dobbiamo anche imparare a evitare che ciò che dovrebbe essere un processo di riforma e rivitalizzazione di tutta la Chiesa degeneri in uno "stato" di separazione e rottura, e che l'avvicinamento alla Sacra Scrittura si risolva in soggettivismo. Per questo, secondo le parole del teologo luterano Wolfhart Pannenberg, "la divisione della Chiesa nel XVI secolo non può essere intesa come il successo della Riforma, ma solo come l’espressione del suo temporaneo fallimento; la Riforma mirava infatti al rinnovamento di tutta la Chiesa, in riferimento alla sua origine biblica” [2]. Inoltre, possiamo dire che lo scisma della Chiesa è un'espressione di fallimento per tutti i cristiani.

Oggi, nel ricordare la figura di Martin Lutero ci soffermiamo sull'uomo di profonde intuizioni religiose, sull'araldo e predicatore della parola divina, sulla sua ingegnosità e creatività, sulla sua straordinaria capacità di lavoro, sul modo in cui ha utilizzato la stampa e i progressi del tempo al servizio della comunicazione, sulla sua profonda pietà. "Siamo tutti mendicanti, hoc est verum", scrisse il 16 febbraio 1546, due giorni prima di morire[3]. Fu un cristiano sincero e un uomo di preghiera, un buon marito e padre di famiglia, un amico semplice e ospitale, una guida diligente delle persone che cercavano il suo consiglio. Di temperamento affettuoso ed espansivo, nonostante le preoccupazioni e le malattie che lo colpirono, fu un modello di virtù domestiche. Bisogna ricordare, inoltre, le sue lotte interiori contro le angosce e le tentazioni, la sua forma diretta di espressione, l'apertura dell'anima e il modo fiducioso di condividere la sua intimità con coloro che gli erano vicini, la sua sensibilità spirituale.

Ciò nonostante, non possiamo evitare di parlare di un altro aspetto poco lusinghiero: quello che fa riferimento alla sua intolleranza. Ostinato e inflessibile, passionale e veemente, Lutero utilizzava espressioni mordaci contro chi gli si opponeva, arrivando ad essere ingiurioso e grossolano. Spesso risultava vessatorio e offensivo, arrivando alla calunnia. L'eletto da Dio, il "profeta della fine dei tempi"[4], si considerava nella verità e, pertanto, rispondeva in termini aggressivi a qualsiasi disaccordo. Per lui non era possibile la ritrattazione perché non assumeva la possibilità di sbaglio o di errore. È significativa la sua fissazione verso la figura del papa, che si evolve dall'obbedienza reverenziale all'avversione e all'aborrimento, fino a sfociare in odio nei suoi ultimi anni. Sono veramente tristi ed esagerati i suoi insulti e le aggressioni alla Chiesa di Roma (papista, secondo la sua particolare terminologia). La lettura di quei testi ci riempie di dolore. Oggi, grazie a Dio, i tempi sono cambiati: non solo sono cordiali le relazioni tra luterani e cattolici, ma anche, sulla via dell'ecumenismo, si è arrivati a punti di incontro come la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della Giustificazione, firmata nel 1999, alla quale recentemente ha aderito la Comunione Mondiale delle Chiese Riformate.

Quanto al suo pensiero, risulta impossibile esporlo qui, neppure volendolo riassumere. Dirò solamente che Lutero manifestò la sua sfiducia nella ragione e il rifiuto della filosofia nella repulsione viscerale alla scolastica, all'aristotelismo, ai sistemi teologici eccessivamente strutturati, ai giochi dell'intelletto, alle classificazioni, ai sofismi alle sottigliezza delle scuole. Lutero sosteneva che tutto questo ci allontana dall'incontro con Cristo e ostacola la vera fede che si fonda sulla Scrittura, sulla parola. Dio non è un'ipotesi filosofica, ma ci si rivela e ci parla in Cristo. Per questo è necessaria una maggiore semplicità, abbandonare gli artifici per andare alla fonte e rendere possibile l'incontro. E richiede anche di avvicinare la Parola di Dio al popolo, facilitandone il contatto e l'assimilazione personale. Da queste basi possiamo comprendere che Lutero dedicò molto tempo e attenzione alla traduzione e all'esegesi della Sacra Scrittura e della predicazione. Egli mostrò un eccellente conoscenza della sua lingua nativa. La sua traduzione della Bibbia è di una importanza fondamentale, sia in senso pastorale che in senso filologico. Lutero ebbe un ruolo decisivo nella scelta lessicale e nello stile, nel quale si riflette la vivacità e la spontaneità della lingua parlata. È un innovatore della lingua, che dota di grande precisione e realismo, al punto di essere considerato determinante nell'unificazione della lingua tedesca e nel fissaggio del tedesco moderno. Riconosciuto predicatore, i suoi sermoni riscontrarono sempre un'enorme risonanza. Di stile semplice, concreto e didattico; molto pratico. Parlava con profonda convinzione, concentrato su quello che diceva, senza perdersi in gestualità o teatralità, ma utilizzando locuzioni popolari e modismi. Fu "l'ecclesiaste di Wittenberg"[5], il predicatore e il trasmettitore per eccellenza della Parola di Dio.

Un altro punto essenziale del suo pensiero, nella linea agostiniana, è la realtà della grazia riferita principalmente alla giustificazione. In questo mondo dove trionfa l'indifferenza, nel quale tante volte si vive come se Dio non esistesse, nel quale si riduce Dio a un concetto o a una regola, Lutero ci riporta al Dio rivelato in Cristo, che è Amore che si concretizza nell'Amore. Il centro della sua vita e la sua riflessione fu senza dubbio la questione di Dio. Tormentato fin dalla giovinezza dalla questione della salvezza, trovò tranquillità e gioia nel principio della giustificazione per la fede (Cfr Rm 1, 17). Pertanto, la giustizia di Dio non deve essere intesa in senso attivo o vendicativo (un Dio giusto che punisce i peccatori), ma in senso passivo o giustificativo (Dio che rende giusti e che ci dona la santificazione). Non sono le opere, per buone che siano, quelle che ottengono la salvezza, ma la fiducia in Cristo, l'unico Redentore, che ci si comunica per la fede. Solus Christus, soli Deo Gloria. Il Dio terribile si trasforma così nel Padre della misericordia e il Cristo giustiziere nell'unico Salvatore tramite la croce. Lutero sente l'incapacità dello sforzo umano senza la grazia ma radicalizza questa dottrina portandola all'estremo. Per lui è impossibile che l'essere umano possa collaborare attivamente alla propria salvezza, perché permane il peccato; solo che, per i meriti di Cristo, non ci viene imputato.

Sola Scriptura, sola gratia, sola fide. Le conseguenze della percezione luterana portarono alla negazione del libero arbitrio, all'innovazione dogmatica dei sacramenti, al rifiuto della Messa come sacrificio, alla negazione del sacerdozio ministeriale, alla demolizione del magistero e della gerarchia ecclesiastica, alla demonizzazione del papato. Ciò nonostante, Lutero si mostra sorprendentemente servile nei confronti dei principi protestanti e si manifesta come un appassionato difensore del legittimo ordine sociale e politico, anche a caro prezzo. La sua posizione nella Guerra dei Contadini (1524-1525) ci offre un buon esempio di questo e costituisce una delle caratteristiche più discusse del riformatore. Così come lo sono anche altri due aspetti, presenti in Lutero, che hanno gettato un'ombra nera sulla storia degli ultimi secoli: il nazionalismo e l'antisemitismo.

La figura di Lutero non è di facile interpretazione, ma è senza dubbio affascinante. È piena di contrasti che rendono difficile l'obiettività e l'equanimità, ma offre tratti enormemente innovativi ed è, senza dubbio, molto attuale. Nonostante i cinque secoli passati, continua a suscitare reazioni estreme: l'adesione o il rifiuto viscerale. E nel nostro ambito agostiniano, purtroppo, continua a rimanere ancora sconosciuto. Nell'Ordine abbiamo bisogno di specialisti in Lutero, tanto nel campo storico come in quello teologico. Spero che questa commemorazione della Riforma Luterana sia un richiamo e un impulso agli studi in questa direzione.

Sono grato per l'interesse manifestato e le iniziative intraprese nelle diverse circoscrizioni dell'Ordine, soprattutto in campo accademico, con l'organizzazione di ottimi congressi, giornate di studio e pubblicazioni. Il Consiglio Generale ha voluto coinvolgersi in questo senso incoraggiando l'organizzazione del Convegno intitolato: "Lutero e la Riforma: Sant'Agostino e l'Ordine Agostiniano", che si terrà a Roma, dal 9 all'11 di novembre. Spero che sia un buon punto di partenza.

Desidero concludere con l'acuta riflessione di papa Benedetto XVI, fatta all'Augustinerkloster di Erfurt, durante il viaggio in Germania[6]: "Per Lutero la teologia non era una questione accademica, ma la lotta interiore con se stesso, e questo, poi, era una lotta riguardo a Dio e con Dio. ‘Come posso avere un Dio misericordioso?’ Che questa domanda sia stata la forza motrice di tutto il suo cammino mi colpisce sempre nuovamente nel cuore. Chi, infatti, si oggi si preoccupa ancora di questo, anche tra i cristiani? Che cosa significa la questione su Dio nella nostra vita? Nel nostro annuncio? La maggior parte della gente, anche dei cristiani, oggi dà per scontato che Dio, in ultima analisi, non si interessa dei nostri peccati e delle nostre virtù. Egli sa, appunto, che tutti siamo soltanto carne. Se si crede ancora in un al di là e in un giudizio di Dio, allora quasi tutti presupponiamo in pratica che Dio debba essere generoso e, alla fine, nella sua misericordia, ignorerà le nostre piccole mancanze. La questione non ci preoccupa più. Ma sono veramente così piccole le nostre mancanze? Non viene forse devastato il mondo a causa della corruzione dei grandi, ma anche dei piccoli, che pensano soltanto al proprio tornaconto? Non viene forse devastato a causa del potere della droga, che vive, da una parte, della brama di vita e di denaro e, dall’altra, dell’avidità di piacere delle persone dedite ad essa? Non è forse minacciato dalla crescente disposizione alla violenza che, non di rado, si maschera con l’apparenza della religiosità? La fame e la povertà potrebbero devastare a tal punto intere parti del mondo se in noi l’amore di Dio e, a partire da Lui, l’amore per il prossimo, per le creature di Dio, gli uomini, fosse più vivo? E le domande in questo senso potrebbero continuare. No, il male non è un’inezia. Esso non potrebbe essere così potente se noi mettessimo Dio veramente al centro della nostra vita. La domanda: Qual è la posizione di Dio nei miei confronti, come mi trovo io davanti a Dio? – questa scottante domanda di Lutero deve diventare di nuovo, e certamente in forma nuova, anche la nostra domanda, non accademica, ma concreta. Penso che questo sia il primo appello che dovremmo sentire nell’incontro con Martin Lutero".

Che nostra Signora della Grazia ci accompagni col suo amore.

Roma, 28 settembre 2017

 

P. Alejandro Moral Antón
Priore Generale OSA



[1] Cfr "Intervista a papa Francesco in occasione del viaggio apostolico in Svezia": La Civiltà Cattolica 2016-IV, 313-324.

[2] W. PANNENBERG, "Die Augsburger Konfession und die Einheit der Kirche": Ökumenische Rundschau 28 (1979) 113.

[3] Cfr LUTHER, Weimarer Ausgabe (WA) 48, 241.

[4] Cfr Tischreden (WATr) 5, 23, 27-24, 6.

[5] Cfr WA 10, 2.

[6] Incontro con i rappresentanti del Consiglio della "Chiesa Evangelica in Germania", Erfurt 23 settembre 2011.

Il 23 settembre 2017, è stato ordinato a Caracas il nostro fratello Helizandro Terán Bermúdez, nuovo vescovo della città Guyana. Che lo Spirito Santo assista il suo ministero e lo accompagni sempre con la sua grazia e il suo amore.

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