OSA

Ordine di Sant' Agostino

"Anima una et cor unum in Deum!" (Regula)

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Pensiero di Sant'Agostino
Qualunque cosa tu faccia, falla bene e avrai lodato Dio.
(En. in Ps. 34, d. 2, 16)
Talvolta chi è troppo perverso d'animo teme di capire, per non essere costretto a mettere in pratica ciò che può avere capito.
(Serm. 156, 1)
Riconoscere di ignorare è un passo verso la fede.
(Serm. 301, 4, 3)
Luoghi

Il procedimento giuridico di una causa

Il Postulatore Generale ha il compito di chiedere all’autorità competente di dar luogo al processo e, in caso di risposta positiva, dovrà seguirne da vicino lo sviluppo fino alla sua conclusione, con la facoltà di avvalersi dell’aiuto di altri collaboratori.

Il percorso giuridico della causa prevede due fasi: quella diocesana e successivamente, previo parere favorevole del Congresso Ordinario della Congregazione sulla validità giuridica dell’inchiesta, quella romana.

A livello diocesano il Postulatore Generale, direttamente o per mezzo di un vice-postulatore che risiede nella diocesi, provvede alla preparazione dell’occorrente per l’inizio dell’inchiesata diocesana. Tali inchiesta potrà avere triplice natura:

  • inchiesta sulla vita, sull’eroicità delle virtù e sulla fama di santità di un servo di Dio;
  • inchiesta sulla vita, sul presunto martirio e sulla fama di martirio di un Servo di Dio;
  • inchiesta sul presunto miracolo concesso da Dio per intercessione di un suo Servo fedele.

A livello romano, il Postulatore Generale viene nominato dal Priore Generale a norma del diritto proprio con l’approvazione del Congresso Ordinario del Dicastero; pertanto, non avrà più bisogno di tale approvazione per ciascuna causa di un Servo di Dio appartenente all’Ordine.

Qualora si tratti di una causa di un martire, si procederà direttamente alla beatificazione una volta sia stabilito che ci fu un vero martirio fatto in odium fidei. Nel caso di un confessore, dovranno essere riconosciute le virtú eroiche del servo di Dio e si dovrà aspettare un miracolo fatto da Dio ottenuto per intercessione del Venerabile Servo di Dio dopo la sua morte.

Ancora, qualora si tratti di un presunto miracolo si farà un’inchiesta diocesana con le medesime procedure per il riconoscimento delle virtú eroiche, con l’aggiunta di un perito medico. In questo ultimo caso, il Postulatore Generale, portati gli atti del processo diocesano a Roma, redigerà la Positio super miro che verrà studiata in un primo momento dalla Consulta Medica (che dichiare l’inspiegabilità della guarigione, nel senso che sia stata istantanea, complete e definitiva), successivamente dal Congresso Peculiare dei Consultori Teologi (che dichiara se il fatto inspiegabile scientificamente si potrebbe considerare un fatto miracoloso per intercessione di un venerabile) e in fine dai Cardinali e Vescovi membri della Congregazione.

Una volta ottenuto il voto favorevole di tutte le citate Sessioni, sarà il Sommo Pontefice a concedere la definitiva approvazione e, dunque, ad autorizzare la lettura del decreto relativo all’avvenuto miracolo.

Nel caso di un confessore e di un martire, per procedere alla canonizzazione, è necessario un miracolo fatto da Dio per l’intercessione del Beato e successivo alla beatificazione.

Seguono, in linea generale e in modo esemplificativo, i passi che normalmente costituiscono l’iter di una causa di canonizzazione, prendendo come esempio una causa sulle virtú eroiche di un confessore:

  • Ogni causa di canonizzazione dovrà essere promossa da un Attore. Il Postulatore Generale legittimamente nominato provvederà, a nome dell’Ordine o di altri “Attori” (come le congregazioni religiose aggregate all’Ordine), a formulare la domanda al Vescovo competente, presentando anche la lista dei testimoni qualificati ed eventualmente gli scritti pubblicati dal servo di Dio.
  • La domanda dovrà essere presentata almeno cinque anni dopo la morte del candidato alla causa; ottenuto il nulla osta della Congregazione delle Cause dei Santi si procederà all’apertura dell’ inchiesta diocesana e, solo da questo momento, il candidato agli onori degli altari verrà chiamato “Servo/a di Dio”.
  • Il Vescovo diocesano dove è mort il servo di Dio sarà il responsabile per l’apertura dell’inchiesta diocesana; egli, verificata la sussistenza della fama di santità fra una porzione del popolo di Dio corredata dalla fama di segni e dagli altri requisiti specifici, istituirà una Commissione storica per la raccolta degli scritti inediti del servo di Dio e di ogni altra documentazione che potrebbe essere utile alla causa.
  • Si procederà, dunque, all’istituzione di un tribunale ad hoc, presieduto dal Vescovo o dal delegato episcopale che avrà come altri membri il promotore di giustizia e un notaio; questi hanno il compito di ascoltare le testimonianze sulla vita e virtú eroiche o sul martirio del servo di Dio.
  • Terminata l’inchiesta diocesana, gli atti precessuali autenticati, sigillati e in duplice copia, saranno trasmessi alla Congregazione delle Cause dei Santi, mentre l’originale degli atti rimarrà presso l’archivio diocesano. La Congregazione, su richiesta del Postulatore Generale e dopo aver verificato la validità giurdica degli atti, emetterà il decreto di validità giuridica dell’inchiesta; l’emissione del citato decreto determinerà l’inizio della fase romana.
  • Il Postulatore Generale chiederà alla Congregazione la nomina di un Relatore della Causa.
  • Il Relatore ed il Postulatore Generale (eventualmente con l’aiuto di un collaboratore esterno), procederà alla stesura della Positio super vita, virtutibus fama sanctitatis (o super martirio se fosse il caso) del Servo di Dio.
  • Gli elementi principali della Positio sono:
    • Informatio: la dimostrazione ragionata delle virtú eroiche;
    • Summarium: la raccolta del apparato probatorio (prove testimoniale e prove documentali) che serve come base all’Informatio;
    • nelle cause antiche vi è anche una amplia biografia documentata sul servo di Dio.
  • Qualora si tratterà di cause antiche, queste passeranno necessariamente alla Consulta degli Storici che daranno il loro voto favorevole alla Positio, altrimenti, in caso di cause recenti, queste procederanno direttamente al vaglio del Congresso Peculiare dei Consultori Teologi.
  • Qualora il parere del suddetto Congresso sarà affermativo, la positio viene sottoposta all’esame dei Cardinali e Vescovi membri della Congregazione riuniti in Sessione Ordinaria. Le conclusioni della Sessione Ordinaria, se favorevoli, saranno sottoposte dal Prefetto della Congregazione al Sommo Pontefice, unico Giudice delle cause dei Santi, al quale spetta la sentenza definitiva e, dunque, la facoltà di concedere la beatificazione e canonizzazione del candidato.
  • Una volta ottenuta la defintiva approvazione del Sommo Pontefice, si riterrà autorizzata la stesura e lettura del Decreto sull’eroicità delle virtù del Servo di Dio che sarà poi promulgato con la sua pubblicazione negli Acta Apostolicae Sedis; da questo momento in poi il servo fedele acquisirà il titolo canonico-giuridico di Venerabile Servo di Dio e si attenderà la conferma divina attraverso il miracolo per la sua beatificazione e canonizzazione.
  • Come già accennato sopra, l’iter di un presunto miracolo deve fare le stesse tappe (inchiesta nella fase diocesana e studio nella fase romana) del processo sulle virtù, aggiungendo l’aspetto dello studio e del giudizio medico-scientifico dei fatti.

Con la beatificazione di un Servo o Serva di Dio il culto è riservato all’Ordine e alla Chiesa locale i quali celebrano la memoria del Beato o Beata con un testo liturgico approvato dale autorità romane. Con la celebrazione del rito della canonizzazione del beato (martire o confessore) si ordina che il culto venga esteso a tutta la Chiesa, proponendo il santo o la santa come modello e intercessore per la Chiesa universale.

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