Categories: Dall` Ordine
      Date: Oct 26, 2011
     Title: Preparazione ai voti solenni
{if ($mydetail == '1')}{else}{/if} Cartoceto - Italia
Frati giovani s'incontrono


Camminando insieme verso il nostro futuro

Nove frati hanno partecipato ad un'esperienza di"vita comune" dalla fine di agosto a metà settembre presso il Convento di S. Maria del Soccorso a Cartoceto, in Italia. Cinque di loro sono europei: Colm O'Mahony (Irlanda), Barnaby Johns (Inghilterra/Scozia), Paolo Del Bianco (Italia), Piotr Lamprecht (Polonia) e Terence Spiteri (Malta). L'America centrale ne ha inviati tre: Andy Rodríguez, Arcinio Murillo e José Azcarraga tutti di Panama e l'Asia ne ha inviato uno: Nestor Bandalan (Filippine). L'incontro è stato progettato come una preparazione per i frati che prossimamente termineranno la propria formazione iniziale con la professione solenne dei voti. L'avventura ha presentato la sfida della differenza di nazionalità, di cultura, di lingua, ma tutto questo è stato superato grazie ad un generoso spirito di carità cristiana e grazie ad un sincero desiderio di vivere la vita fraterna in comunità. L'incontro è stato una risposta alla chiamata agostiniana di camminare e riflettere insieme. Un frate, in rappresentanza di tutti, lo ha così riassunto:

L'esperienza è stata sia positiva che promettente per tutti noi. Abbiamo parlato di una serie di temi, guidati da tre esperti agostiniani. Tra i temi affrontati vi erano lo stato e l'identità dell'ordine in Europa e i timori dei partecipanti circa il ritornare alle proprie provincie o vicariati di origine dopo essere stati fuori per un periodo di tempo consistente. Da questo dialogo aperto e fraterno, è emersa una sana preoccupazione per la promozione e per il miglioramento della vita agostiniana. Nello stare insieme in unità di mente e di cuore si è sviluppata una concordia di pensiero riguardo alla necessità di riscoprire il significato del discepolato in Cristo, tenendo conto tutto quello che questo implica nella vocazione religiosa e nella comunità e quello che è e significa incontrare costantemente Cristo attraverso la sua Parola, attraverso i confratelli con i quali viviamo e attraverso le persone che incontriamo nell'aposolato. Alla fine, abbiamo visto la necessità di rinnovare le comunità agostiniane con una vita autentica secondo il nostro carisma. Siamo d'accordo nel dover avere una visione che vada oltre i limiti provinciali nel nostro lavoro e nell'importanza che vi siano più comunità internazionali. Ora segue un riassunto dei desideri e delle credenze comuni:

Crediamo che le comunità devono avere una seria coscienza delle sfide che riguardano la nostra vocazione come discepoli di Cristo e come agostiniani. La vita religiosa è stata influenzata negativamente dalla secolarizzazione e ci sono chiare tendenze verso un certo materialismo e individualismo (ad esempio, possesso di auto, possesso di proprietà, assenteismo). Come conseguenza la vita comune e la pratica dei voti rischiano di diventare vuoti in un contesto comunitario.
Riconosciamo il nostro comune desiderio di un rinnovamento della vita comune e dei suoi membri. La vita comune deve essere caratterizzata dalla semplicità, da una vera condivisione dei beni, da una preghiera condivisa attraverso la “lectio divina”, attraverso la meditazione/contemplazione e l'adorazione eucaristica. Desideriamo una comunità dove poter condividere una buona ricreazione, le nostre speranze, i nostri desideri ed anche i nostri dolori, cioè un ambiente dove si viva un sano rapporto tra i confratelli e dove la vita insieme sia davvero una comunione con Dio e con gli altri.
Ci rendiamo conto dell'importanza dell'accoglienza e del rispetto delle diverse culture. Questo è un mezzo per un ministero fruttuoso e un'azione pastorale efficace nel mondo di oggi. Non possiamo incontrare Cristo se non viviamo in solidarietà con i poveri e gli emarginati, sia materialmente che spiritualmente: tutti formiamo parte del corpo di Cristo. In linea con questo percepiamo il valore di rinnovare il nostro impegno con lo studio degli scritti e degli insegnamenti di sant'Agostino, specialmente durante la formazione iniziale per poter essere dotati di conoscenze e poter apprezzare e imitare il servizio pastorale del vescovo di Ippona alla Chiesa. Il nostro apostolato deve essere basato sulla spiritualità agostiniana che dà alla nostra presenza nel mondo la sua particolare identità.

Di fronte alla realtà attuale, riconosciamo le assillanti preoccupazioni delle comunità agostiniane in Europa caratterizzate dalla diminuzione del numenro di frati, cercando di capire il fenomeno dell'abbandono dei frati giovani e il riconoscimento della presenza, a volte, di un certo pessimismo verso il futuro personale e dell'Ordine. Di conseguenza sono state sollevate una serie di questioni: Abbiamo un futuro? Desideriamo che uomini vengano e si uniscano alle nostre comunità europee e, se si, perché? La nostra risposta a entrambe le domande è SI! Il futuro davanti a noi come agostiniani dipenderà da come possiamo aiutare e assistere ai candidati nel discernimento e nella formazione, accompagnandoli, nel loro cammino come fratelli, a vivere una vita religiosa autentica. Senza dubbio desideriamo che uomini si uniscano a noi. La presenza agostiniana non significa, tuttavia, riempire gli spazi in rapido invecchiamento nelle nostre comunità., ma vivere nel modo descritto sopra.

Il tempo passato a Cartoceto e a San Gimignano ci ha insegnato il valore di incontrarci e di lavorare- anche manualmente come abbiamo fatto- insieme per il nostro futuro. Tutti noi siamo concordi che l'esperienza vale la pena ripeterla e sarebbe di grande aiuto per i frati giovani dell'Europa che desiderano, come squadra, vivere alla ricerca delle sfide e dei doni della vita comune. Con spirito fraterno ringraziamo coloro che ci hanno accompagnato in questo periodo privilegiato al termine della nostra formazione iniziale: i coordinatori dell'esperienza, la comunità di Cartoceto, i frati che ci hanno guidato e hanno condiviso con noi la loro vita agostiniana. Un cordiale ringraziamento ai frati di San Gimignano, Fano, Tolentino e Cascia e alle monache di Cascia, Montefalco e Lecceto che ci hanno ispirato man mano che ci muoviamo verso la soglia della formazione permanente come frati agostiniani.