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Ordine di Sant' Agostino

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(Solil. 1, 1, 1)
Le lagrime si vedono, ma non si odono; le lagrime scorrono, non risuonano. Eppure hanno la loro voce, come aveva la sua voce il sangue di Abele... Poiché anche le lagrime sono il sangue del cuore.
(Serm. 77/B, 6)
Luoghi

75 anni di presenza agostiniana in Nigeria


Jos, Nigeria
Il 28 agosto 2014, gli agostiniani hanno organizzato un grande incontro per celebrare il 75° anniversario della presenza dell’Ordine in Nigeria...

Nel 1936, il Capitolo della Provincia d’Irlanda prese la decisione di sollecitare a Roma un territorio de missione in Africa. Il 12 ottobre 1938, i PP. Redmond, Dalton and Broder (due irlandesi e un inglese) partirono da Liverpool e arrivarono a Jos il 2 novembre 1938. Da allora la presenza degli agostiniani si è estesa pere tutta la Nigeria.

Il 28 agosto 2014, gli agostiniani hanno organizzato un grande incontro per celebrare il 75° anniversario della presenza dell’Ordine in Nigeria. La celebrazione ha riunito confratelli dai quattro punti di Nigeria. La Messa fu presieduta dall’Arcivescovo di Jos, e Presidente de la Conferenza episcopale di Nigeria, Mons. Ignatius A. Kaigama. Concelebrarono altri vescovi, fra di essi Mons. John Niyiring, OSA, Mons. James Daman, OSA, Mons. Matthew Ndangoso y Mons. Charles Hammawa delle diocesi di Kano, Shendam, Kaduna e Jalingo rispettivamente. Hanno partecipato 76 Padri agostiniani, oltre gli studenti formandi. Nel corso della Messa è stato offerto un segno di riconoscenza alle Provincie di Irlanda, Inghilterra-Scozia e Italia, por il suo contributo allo sviluppo della Provincia di Nigeria. Altri tre riconoscimenti furono offerti ai PP. Francis Aherne, Raymond Hickey y Richard Hughes per lo stesso motivo. Alla fine della Messa una scuola secondaria è stat intitolata alla memoria dei PP. Redmond, Dalton and Broder.

Nel celebrare i 75 anni di presenza in Nigeria, la Provincia segna la fine di una epoca, e l’inizio di un’altra piena di speranza. Tutti esprimiamo i nostri auspici più fervidi per il futuro di questa Provincia e di tutto il nostro Ordine.

P. Edward Daleng OSA

L’Ordine di Sant’Agostino ha ricordato i primi 75 anni di presenza in Nigeria con una solenne concelebrazione eucaristica, nella memoria del suo padre spirituale, a Jos, Plateau State, presieduta da S.E. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, presidente della Conferenza Episcopale Nigeriana. Mons. Kaigama, al termine dell’Eucarestia, a cui hanno partecipato migliaia di fedeli e i Padri Agostiniani responsabili di varie Provincie, ha inaugurato una nuova scuola secondaria costruita dall’Ordine, la St. Monica’s Academy.

La presenza agostiniana nella grande nazione africana inizia nel 1938 quando tre frati, inviati dalla Provincia irlandese, giunsero ad evangelizzare la zona di Adamawa, nella prefettura di Jos. I padri irlandesi seppero negli anni dar vita a nuove diocesi e far crescere vocazioni autoctone e la loro presenza è progressivamente scesa dai 50 presenti ancora negli anni ’70 a poche unità, a fronte dei circa 80 frati nigeriani che oggi operano nella Provincia dell’Ordine. Padre John Abumakar guida, da priore provinciale, la comunità agostiniana locale che opera nella formazione del clero – il seminario maggiore che si trova nel nord della Nigeria è opera degli Agostiniani - nelle parrocchie e nelle scuole. Vivere da cristiani in Nigeria e predicare il Vangelo non è ovunque semplice come spiega Padre John: “Girare in paese con l’abito non è facile ma dipende dalla zona: a Jos non è un problema perché ci sono più cristiani a differenza di Kano e Maiduguri dove, nella nostra chiesa di sant’Agostino, è difficile celebrare la S.Messa senza la presenza dei soldati: questa chiesa è stata distrutta e ricostruita due volte grazie all’aiuto dell’Ordine. A Kaduna la chiesa di santa Rita, altra chiesa agostiniana, ha visto un terribile attacco terroristico. Sono tempi difficili per il lavoro pastorale”. Non è così nel resto del paese dove vi sono chiese, ad esempio ad Abuja, dove ci sono più di 10,000 persone ogni domenica.

Sulle ragioni di tanta violenza Padre John avanza alcune spiegazioni: “Io sono nigeriano con radici musulmane, sono cresciuto a Kaduna che è luogo a prevalenza musulmana. La mia esperienza con i musulmani era buona prima di Boko Haram… la mia opinione è che non possiamo dire che tutti i musulmani sono terroristi perché ci sono tanti musulmani buoni in Nigeria e con essi viviamo in pace. Penso che il Governo deve fare di più per proteggere la popolazione e comprare le cose necessarie perché il nord, dove abbiamo questo problema, è la zona più povera del paese e dove mancano le scuole”. Padre John apre alla speranza: “Dobbiamo lavorare insieme, cristiani e musulmani, perché dobbiamo cercare di capire ciò che questi terroristi vogliono ottenere: dividere il paese fra nord e sud ma questo è impossibile perché anche al nord ci sono cristiani e non possono spostarsi. I terroristi cercano di creare problemi, è possibile che abbiano ucciso più musulmani che cristiani. Non è un problema di carattere religioso. Questa è una nuova realtà che non appartiene ai musulmani nigeriani. Una cosa che mi piace è che, nonostante questo problema, la fede cresce, non siamo scoraggiati”.

Padre Edward Daleng, nigeriano, è il primo assistente generale africano dell’Ordine: “Per me essere assistente generale come africano è il segno evidente dell’Ordine che sta crescendo in Nigeria ma anche in Africa dove abbiamo presenza in Congo, Tanzania, Kenia: questo è il segno che l’Ordine ha a cuore il continente africano e la Nigeria soprattutto dove c’è abbondanza di vocazioni. L’Ordine qui sta crescendo e grazie all’impegno di diverse nostre circoscrizioni, tramite la Curia Generalizia, abbiamo ricostruito le chiese distrutte dagli attacchi”. Padre Daleng sottolinea l’importanza di Sant’Agostino come punto di riferimento per la coesistenza di più fedi e culture: africano di nascita e romano di formazione, egli è ponte fra le varie culture. La costruzione di un centro dove cristiani e musulmani possono studiare insieme e’ segno di speranza come il centro di Jos inaugurato alla presenza dell’ex ambasciatore italiano in Nigeria e dell’Iman locale e destinato a donne musulmani e cristiane.

Antonello Sacchi

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