OSA

Ordine di Sant' Agostino

"Anima una et cor unum in Deum!" (Regula)

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Pensiero di Sant'Agostino
Dove vuoi camminare? Io sono la via. Dove vuoi arrivare? Io sono la verità. Dove vuoi rimanere? Io sono la vita.
(Serm. 142, 1)
Non vince se non la verità, e la vittoria della verità è la carità.
(Serm. 358, 1)
Questo è lo scopo cui mirano costantemente le divine e Sacre Scritture, quello, cioè, di purificare il nostro interno da ciò che c'impedisce la vista di Dio.
(Serm. 88, 5, 5)
Luoghi

Intervento del Priore Generale al Sinodo


Roma - Italia
Ottobre 2012

Il mistero come antidoto allo spettacolo

Se non proprio nel mondo intero, almeno nel mondo occidentale contemporaneo, l’immaginario umano relativo sia alla fede religiosa sia all’etica è largamente modellato dai mass media, in particolare dalla televisione e dal cinema. I mass media occidentali sono straordinariamente efficaci nel suscitare, tra il pubblico, grande interesse per credenze e pratiche che sono in contrasto con il Vangelo (per esempio, l’aborto, lo stile di vita omosessuale, l’eutanasia). La religione è, al massimo, tollerata dai mezzi di comunicazione di massa come “insulsa” o “antiquata”, quando invece non è fatta oggetto di un’opposizione aperta riguardo ai temi etici che i mass media hanno fatto propri. Così, quando in opposizione a queste prese di posizione si alzano voci espressive di un punto di vista religioso, i mass media possono fare della religione il proprio bersaglio, tacciandola di essere ideologicamente schierata e insensibile riguardo ai cosiddetti bisogni vitali della gente nel mondo contemporaneo.

Tre membri agostiniani presenti al Sinodo
P. Robert Prevost, Priore Generale, arcivescovo José Ulloa Mendieta di Panama,
vescovo Michael Campbell di Lancaster Inghilterra.

Tuttavia, l’aperta opposizione al cristianesimo da parte dei mass media è solo un aspetto del problema. La simpatia, alimentata dai mass media, per la scelta di stili di vita opposti al cristianesimo viene inculcata nel pubblico con tanta abilità e astuzia che, quando le persone ascoltano il messaggio cristiano, esso appare inevitabilmente ideologico ed emotivamente crudele rispetto all’apparente umanità della prospettiva anti-cristiana. I pastori della chiesa cattolica che predicano contro la legalizzazione dell’aborto o la ridefinizione del matrimonio vengono rappresentati come persone guidate da un’ideologia, severi e insensibili, non per quello che dicono, ma perché i loro ascoltatori mettono a confronto il loro messaggio con i toni comprensivi delle immagini prodotte dai media, quelle di esseri umani che, trovandosi in situazioni di vita moralmente complesse, operano scelte che sono mostrate come salutari e buone. Si pensi, per esempio, a come sono rappresentate benevolmente e con simpatia, nei prodotti televisivi e cinematografici dei nostri giorni, le famiglie alternative, anche quelle omosessuali, e i Ioro figli adottivi.

Se la nuova evangelizzazione vuole contrastare con successo queste distorsioni della realtà etica e religiosa prodotte dai mass media, allora i pastori, i predicatori, gli insegnanti e i catechisti devono essere molto più informati circa la sfida costituita dall’evangelizzare in un mondo dominato dai mass media. L’insegnamento magisteriale può essere di grande aiuto in questo ambito, ed è dunque necessario che conosca ulteriori sviluppi. Degno di nota è il documento post-conciliare Aetatis novae (1992), soprattutto per la sua attenzione all’evangelizzazione nel contesto della comunicazione di massa. Questo documento evidenzia che i moderni mezzi di comunicazione distorcono la realtà non solo dicendoci cosa pensare, ma anche su cosa pensare; l’inclusione o l’esclusione di argomenti considerati degni di rilievo da parte dei mass media è uno degli strumenti più subdoli per formare l’immaginario etico e determinare l’opinione pubblica.

I padri della Chiesa, compreso sant’Agostino, possono offrire un’importante guida per la Chiesa riguardo a questo aspetto della nuova evangelizzazione, proprio perche sono stati maestri dell’arte della retorica. Con la formazione retorica, che per molti di loro era il miglior corso di studi accessibile nell’età tardoantica, i Padri della Chiesa hanno dato una risposta formidabile alle forze retoriche e letterarie, non cristiane a anti-cristiane, attivamente impegnate nell’impero romano per formare l’immaginario religioso ed etico di quei tempi. Le Confessioni di sant’Agostino, con la centralità assegnata all’immagine dell’inquietum cor, ha forgiato il modo in cui i cristiani e i non cristiani d’occidente hanno reinterpretato la conversione religiosa. Ne La citta di Dio Agostino si è servito del racconto del colloquio tra Alessandro Magno e un pirata preso prigioniero per ironizzare sulla pretesa legittimità morale dell’Impero Romano. I padri della Chiesa, e tra di loro Giovanni Crisostomo, Ambrogio, Leone Magno e Gregorio di Nissa, non erano dei grandi retori in quanto grandi predicatori, ma erano grandi predicatori perché erano, ancor prima, grandi retori. La loro evangelizzazione ha avuto successo in gran parte perche conoscevano i fondamenti della comunicazione sociale adeguata al mondo in cui vivevano. Pertanto essi capivano con enorme precisione le tecniche attraverso le quali l’immaginario etico e religioso dei loro tempi era manipolato, in quel contesto, dai centri del potere secolare.

Al fine di contrastare con successo il dominio dei mass media sull’immaginario popolare religioso e morale, non basta che la Chiesa possieda le sue proprie stazioni televisive o sponsorizzi film religiosi. I media secolari saranno sempre più forti in questo campo, e se da una parte è necessario che la Chiesa sia impegnata nei e con i suoi mezzi di comunicazione, non potremo gareggiare con successo contro quelli secolari. Inoltre la Chiesa dovrebbe resistere alla tentazione di credere di poter competere con i moderni mass media trasformando la liturgia in uno spettacolo. Anche qui i Padri della Chiesa, come Tertulliano, ci ricordano che lo spettacolo visivo appartiene al saeculum.

La vera missione della Chiesa è di far conoscere alle persone la natura del mistero come antidoto contro lo spettacolo. Agostino, ne La città di Dio, insegna che il mistero focalizza l’immaginazione sull’oscurità che circonda la morte, e specialmente sull’oscurità della crocifissione di Cristo che sant’Agostino vede riecheggiata nella morte dei martiri cristiani. D’altra parte lo spettacolo, con tutto quello che lo accompagna, pone in evidenza la fama e l’eroismo e offre alla gente una fallace consolazione distogliendola la mente dall’istintivo timore della morte dal pensiero. Agostino vede la presenza di questa falsa consolazione nel teatro romano, negli eventi sportivi, nelle feste civili e nelle parate militari. L’argomentazione di Agostino è molto significativa per la cultura contemporanea, nella quale quelle Antiche forme di spettacolo sono state amplificate dai moderni mezzi di comunicazione di massa in false accezioni di celebrità e di eroismo. Il secolarismo, una forza anticristiana, deve molto alla sua capacità di presa che i media hanno sulla cultura contemporanea e, di conseguenza, sull’immaginario religioso ed etico. Ne consegue che nel mondo moderno l’evangelizzazione deve trovare i mezzi appropriati per distogliere l’attenzione del pubblico dallo spettacolo e volgerla al mistero.

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